Gli ammortizzatori sociali nel Decreto Rilancio

Il “Decreto Rilancio” (D.L. nr.34 del 19/05/2020) ha apportato alcune “modifiche” alle misure riferite agli ammortizzatori sociali: CIGO (cassa integrazione ordinaria) e CIGD (cassa integrazione in deroga)

Il “Decreto Rilancio” (D.L. nr. 34 del 19/05/2020) ha apportato alcune “modifiche” alle misure riferite agli ammortizzatori sociali: CIGO (cassa integrazione ordinaria) e CIGD (cassa integrazione in deroga), di cui al “Decreto Cura Italia” nr. 18/2020, convertito con modificazioni nella legge 27/2020; diverse sono anche le novità previste per l’assegno ordinario e per la cassa integrazione nel settore agricolo che sono però oggetto della presente trattazione.
Gli articoli di riferimento del D.L. Rilancio sono:
– art. 68 che apporta modifiche all’art.19 ed inserisce l’art. 22–quinquies al D.L. Cura Italia in materia di CIGO (cassa integrazione ordinaria);
– artt. 70–71 che apportano modifiche all’art. 22 ed inseriscono gli artt. 22-ter e 22-quater al D.L. Cura Italia in materia di CIGD (cassa integrazione in deroga).
Nel “Decreto Rilancio” si ribadisce che l’accesso ai predetti ammortizzatori sociali a causa della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, deve essere riconducibile all’emergenza pandemia Covid-19 e che la durata massima di “accesso” alle misure di sostegno è di nr. 18 settimane, così ripartibili:
– numero 9 settimane (D.L. Cura Italia) “fruibili” tra il 23 febbraio ed il 31 agosto 2020;
– ulteriori 5 settimane “fruibili” entro il 31 agosto 2020 (se utilizzato totalmente il monte ore autorizzato con la prima richiesta);
– ulteriori 4 settimane “fruibili” dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020.
Reintrodotta anche la procedura di INFORMATIVA, CONSULTAZIONE SINDACALE, di cui all’art. 14, D.lgs. 148/2015, che prevista dal “Decreto Cura Italia”, era stata successivamente eliminata; nella formulazione del Decreto Cura Italia, si stabiliva la sola informativa sindacale per le imprese sino a 5 dipendenti e la consultazione sindacale, da svolgersi con modalità telematica, per le aziende con oltre 5 dipendenti.
Le modifiche apportate alle procedure di avvio della CIGO e della CIGD
CASSA INTEGRAZONE ORDINARIA – CIGO
La domanda deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Qualora la domanda sia presentata dopo il predetto termine, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potrà avere luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione.
Il termine di presentazione delle domande di accesso alla CIGO per il periodo 23802/2020–30/04/2020 è fissata al 31 maggio 2020.
Per le istanze presentate a decorrere dal 18 giugno 2020, la trasmissione deve avvenire entro il quindicesimo giorno dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione. Una delle modifiche sostanziali è rappresentata dall’anticipazione del 40% del “monte ore” complessivamente autorizzato da parte dell’INPS, previo invio da parte del datore di lavoro, dei “dati essenziali” ai fini del calcolo dell’anticipazione; nei successivi quindici giorni, l’INPS provvede al pagamento dell’“anticipazione”; nei successivi trenta giorni dall’erogazione, il datore di lavoro, deve provvedere all’invio di “dati completi” affinchè l’INPS provveda al pagamento del residuo o al recupero, nei confronti del datore di lavoro, degli importi “indebitamente” anticipati (vale a dire qualora il datore di lavoro non abbia “usufruito” dell’intero “monte ore” di trattamento autorizzato).
CASSA INTEGRAZONE IN DEROGA – CIGD
Nel caso di CIGD per i periodi successivi alle prime nove settimane (per le prime nove settimane è prevista una procedura di accesso attraverso i siti regionali, determinazione regionale di approvazione dell’istanza e successivo “trasferimento” dell’istanza all’INPS ai fini dell’autorizzazione; solo dopo l’avvenuta autorizzazione dell’INPS, il datore di lavoro può procedere all’invio dei modelli SR41 che contengono dati riepilogativi di calcolo della “paga oraria”, il periodo di riferimento nonchè i dati per l’accredito ai dipendenti) la procedura deve essere eseguita direttamente sul sito INPS.
La prima richiesta dovrà essere trasmessa a partire dal 18 giugno 2020, alla sede INPS territorialmente competente; successivamente la domanda deve essere trasmessa entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o riduzione.
Anche per la CIGD come per la CIGO, il datore di lavoro deve inviare i dati “essenziali”: elenco dei beneficiari, le ore di sospensione o riduzione per ogni singolo lavoratore per tutto il periodo autorizzato.
Nel caso di pagamento diretto da parte dell’INPS, il datore di lavoro deve inviare la domanda entro il quindicesimo giorno dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa unitamente ai dati necessari per il calcolo e l’erogazione dell’anticipazione, pari al 40% del “monte ore” complessivamente autorizzato.
L’INPS, previa autorizzazione delle domande, dispone l’anticipazione entro quindici giorni dal ricevimento delle domande; nei successivi trenta giorni, rispetto all’erogazione, il datore di lavoro deve inviare i “dati completi” affinchè l’INPS provveda al pagamento del trattamento residuo o al recupero degli importi indebitamente anticipati (qualora il datore di lavoro non abbia “usufruito” dell’intero “monte ore” autorizzato).
Importante è rilevare che nell’apparente semplificazione delle procedure è previsto che l’INPS monitori costantemente la “spesa” e nel caso in cui si dovesse rilevare il “superamento” del tetto massimo di spesa NON AUTORIZZA ALCUN PROVVEDIMENTO.

Claudia Miliucci