AS. Roma, una pessima semestrale mette a rischio la cessione societaria

La difficile situazione economico-finanziaria dell’AS Roma, aggravata dall’emergenza Covid-19, mette a rischio la cessione del Club, rendendo il futuro ancora più difficile.

La chiusura del bilancio semestrale al 31/12/19 dell’As Roma ha confermato la situazione di difficoltà economica del club.

La società, che per statuto ha l’esercizio a cavallo d’anno, 01/07-30/06, essendo società quotata, e anche per altri motivi, ha obbligo di presentazione di bilanci provvisori trimestrali, ed al 31/12 la c.d. Relazione Semestrale.

Il bilancio provvisorio dell’As Roma al 31/12/19 (prima quindi dell’emergenza) vede una perdita di 74,4 milioni.

Inutile dire che quest’anno i bilanci definitivi delle società di calcio avranno caratteristiche del tutto diverse dal solito. Il coronavirus ha imposto la sospensione delle attività sportive e chissà per quanto tempo non rivedremo una partita di calcio con gli spalti gremiti.

Le attività che prevedono la partecipazione di pubblico saranno verosimilmente le più colpite dalla crisi, ed è ovvio che sport e spettacolo rappresenteranno i settori di più difficile ripresa.

Ovvie le conseguenze sui bilanci e sulla sostenibilità dei costi.

Con atti volontari diverse squadre, per aiutare il proprio club, hanno deciso di rinunciare a parte dei loro compensi. Alcune hanno aiutato, con tali rinunce, il personale non sportivo della società, per la parte di stipendio non coperto dalla cassa integrazione.

Ma la soluzione non è di certo questa. Su base volontaria non si ritiene possibile la soluzione dei problemi di società obbligate al versamento di ingaggi di centinaia di milioni di euro, in una fase più o meno lunga in cui i ricavi saranno ridotti.

Probabilmente si riuscirà, col tempo, a ripristinare le competizioni sportive, a porte chiuse per diverso tempo; ma sappiamo bene quale calo di appeal e quindi di risultati economici faranno seguito agli eventi descritti.

È auspicabile pertanto l’intervento legislativo che salvi dal fallimento le società di calcio.

Da considerare poi, la situazione, per l’As Roma, già in corso da molti mesi prima dell’emergenza.

Le lunghe, faticose e difficili trattative per l’acquisizione del club da parte dell’imprenditore americano Friedkin, erano giunte al punto decisivo quando la due diligence era conclusa e l’imprenditore uscente James Pallotta era in serrate trattative per la cessione del club (mediante la holding di riferimento Neep Roma Holding).

Il Covid-19 ha causato il brusco stop.

Ora i parametri economici di un club calcistico sono del tutto diversi da prima.

Ciò che poteva convenire prima forse non conviene più ora, e il cerino acceso di una società che, tra errori di gestione, burocrazie insuperabili per l’affare stadio, e mancanza di traguardi sportivi non ha mai decollato, potrebbe rimanere tra le dita di James Pallotta.