Benetton-Governo: la guerra continua

Come previsto la partita Atlantia, e quindi i Benetton, e il Governo è tutt’altro che chiusa e archiviata.

Nel fondo del 16 luglio u.s., all’indomani del tanto sbandierato accordo Governo-Atlantia circa l’intesa faticosamente raggiunta tra il Governo e la famiglia Benetton sull’uscita di questi ultimi da Aspi, annunciata come la grande vittoria del Governo Conte, erano chiari ed evidenti tutti i rischi legati a quel tipo di accordo. Non ero affatto convinto che la partita fosse chiusa, e anzi fermamente certo che i Benetton avrebbero posto ostacoli e paletti, piu o meno grandi, sulla strada che dovrebbe portare all’uscita degli stessi da Aspi.

Puntualmente sono arrivate conferme di questa difficoltà nelle trattative che dal mese di luglio vanno avanti, e che vedono i Benetton tutt’altro che pronti ad uscire senza le adeguate contropartite.

Tanto che il Governo, in un vertice notturno tenutosi tra la serata di sabato e l’alba della domenica appena passata, lancia un ultimatum ad Atlantia nel quale si chiede di fornire risposte concrete, pena la procedura di revoca unilaterale.

Al vertice a Palazzo Chigi alla presenza del Premier Conte hanno partecipato: i Ministri Roberto Gualtieri e Paola De Micheli, il Segretario Generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa e i capi di Gabinetto dei Ministeri dell’Economia, Luigi Carbone e delle Infrastrutture Alberto Stancanelli.

La posizione del Governo è appunto quella di un ultimatum che metta il gruppo Benetton con le spalle al muro e li costringa a fornire risposte adeguate all’accordo raggiunto a luglio. Posizione sollecitata anche nei giorni scorsi con uno scambio di corrispondenze tra le parti.

Questa ulteriore accelerazione segue di pochi giorni la richiesta che l’Amministratore Delegato di Cdp, Fabrizio Palermo, ha rivolto ad Atlantia di far luce entro pochissimi giorni su tutti i nodi che di fatto hanno fatto arenare la trattativa.

Il gruppo Benetton, alla luce delle indiscrezioni che filtrano, ritiene Cdp non come azionista imprescindibile, condizione prevista nell’accordo siglato a luglio, subentrante ad Atlantia all’interno di Aspi, ma come uno degli interlocutori possibili alla stregua di altri possibili investitori, italiani o stranieri, intenzionati a subentrare ad Atlantia nella compagine azionaria di Aspi. Mentre il Governo ritiene l’entrata di Cdp nell’azionariato come punto fondamentale e imprescindibile dell’accordo.

La partita è ancora aperta ne vedremo ancora delle belle.

In attesa dei successivi sviluppi, perché non è possibile rendere pubblico il contratto di concessione a suo tempo stipulato tra i Benetton e lo Stato italiano? Cosa si vuole mantenere segreto?

Perché il Movimento5Stelle, che di questa battaglia ne ha fatto una questione di vita o di morte politica, che parlava di voler aprire il Parlamento come una “scatoletta di tonno”, ha cambiato posizione e brilla per il suo assordante silenzio?

Lorenzo Ferragamo