Lotteria degli scontrini. Tutto è rimandato al 2021

L’emergenza Covid-19 ha reso necessario lo slittamento della famosa Lotteria degli scontrini al 2021.

I decreti emessi sotto Covid-19 hanno previsto il rinvio delle disposizioni concernenti la cosiddetta lotteria degli scontrini, prevista dalla legge 232 già nel lontano 2016 e via via prorogata per metterne a punto il funzionamento.
Fino allo scoppio dell’emergenza Covid-19, si era giunti al punto che le disposizioni previste venivano rese operative al 1° luglio 2020, e la prima estrazione della lotteria sarebbe dovuta avvenire in data 7 agosto 2020. L’emergenza ha fatto rinviare tutto al 2021, ma riteniamo sia ugualmente utile ripercorrere l’argomento e spiegare il funzionamento del meccanismo.
L’istituzione della lotteria nasce dalla ancestrale volontà del fisco di incentivare l’emissione degli scontrini, come prima esigenza. Ma anche, a ben vedere, di controllare chi esegue spese e in che quantità, come esigenza secondaria (ma non tanto).
La lotteria funzionerebbe nel seguente modo: ciascun cittadino maggiorenne può richiedere, semplicemente inserendo il suo codice fiscale nel portale dell’Agenzia delle Entrate, il suo personale codice lotteria. Esso viene emesso a vista, appartiene al titolare e a nessun altro, e può essere richiesto anche più volte; l’ultimo richiesto sostituisce, per quel soggetto, tutti i precedenti, e da qual momento vale.
Il sistema si lega alla emissione di scontrini che ogni esercente è tenuto ad eseguire quando incassa un corrispettivo. In quella fase, dunque, il cittadino acquirente fa vedere (su carta o su telefono cellulare) all’esercente che sta emettendo lo scontrino (elettronico), il suo codice lotteria. Il negoziante lo inserisce nel registratore fiscale, e il sistema elettronico emette tanti buoni lotteria abbinati a quel numero lotteria, per ogni euro di acquisto o frazione di euro.
Se ad esempio il cittadino acquista 100 euro, egli vedrà accreditato il suo “cestino lotteria” di 100 numeri. Tale sistema ha quindi evitato l’altrimenti insuperabile problema del numero fisico di scontrini. E cioè che ogni soggetto acquirente, avrebbe chiesto più scontrini in luogo di uno, per ottenere più numeri lotteria.
Tornato a casa, il cittadino contribuente, potrà collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate, e verificare inserendo il suo codice lotteria, che gli siano stati effettivamente accreditati i suoi 100 numeri.
A quel punto, e con cadenziamento periodico, l’Agenzia delle Entrate svolge la lotteria, e attribuisce i premi. Per il momento, prima della proroga, erano previsti i seguenti premi:
• sette premi di 5.000 euro ciascuno ogni settimana (a partire dal 2021);
• tre premi da 30.000 euro ciascuno ogni mese;
• un premio di 1 milione di euro ogni anno.
Nel caso di estrazioni “zerocontanti”, lo scontrino estratto premia sia il consumatore, sia l’esercente:
• quindici premi da 25.000 euro ciascuno per il consumatore e quindici premi da 5.000 euro ciascuno per l’esercente, ogni settimana (a partire dal 2021);
• dieci premi di 100.000 euro ciascuno per il consumatore e dieci premi di 20.000 euro ciascuno per l’esercente, ogni mese;
• un premio di 5.000.000 di euro per il consumatore e un premio di 1.000.000 di euro per l’esercente, ogni anno.
Cosa sia l’estrazione zerocontanti lo dice la parola stessa: è riservata agli scontrini regolati non per contanti ma mediante pagamento elettronico (bancomat, carta di credito).
Ciò detto, occorre registrare una serie di problemi, allo stato irrisolti.
Risolto il problema del numero di scontrini (un numero lotteria per ogni euro di spesa), non è semplice risolvere il problema della lentezza di gestione. Immaginiamo un negozio affollato o un mercato con gente in fila in cassa, con il cassiere che oltre che incassare ed emettere lo scontrino, dovrà pure digitare la lunga stringa del codice lotteria per ogni acquirente; con aggiunta di errori, di numeri trascritti male, non trovati, e altri problemi elettronici che, siamo abituati, sono sempre in agguato.
E poi il problema della suddivisione della spesa. Si immagini la tavolata di 10 amici che, dovendo suddividere la spesa della consumazione, oggi paga uno per tutti, riceve lo scontrino e si fa restituire la somma divisa dagli altri partecipanti. Domani, ciascuno dovrà eseguire il suo pagamento (magari elettronico per beneficiare della estrazione “zerocontanti”) e avrà il suo scontrino.
Il risultato si riflette inevitabilmente sulla durata delle transazioni, sempre più complesse.
Una raccomandazione per chi vince (avvertito da un sms o da una email): andare a riscuotere entro 90 giorni, altrimenti si perde tutto.