Crisi d’impresa e insolvenza

Test pratico per la verifica del risanamento dell’impresa.

L’Art. 358 del D.lgs 14/2019 (nuovo Codice di crisi di impresa e di insolvenza) riporta i requisiti per la nomina agli incarichi nelle procedure di crisi di impresa e di insolvenza.

Questo era quanto si attendeva a decorrere dal 1° settembre 2021 ma l’attuale scenario, condizionato ancora dagli effetti del COVID-19, ha reso necessario un intervento sulle norme che regolamentano la crisi di impresa.

Il recente DL 24.8.2021 n. 118 ha previsto una disciplina transitoria prima dell’entrata in vigore del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (CCII) di cui al Dlgs. 14/2019.

L’applicazione del codice della crisi di impresa viene pertanto posticipata al 31 dicembre 2023, per le procedure di allerta e composizione assistita, e al 16 maggio 2022 per le restanti regole. Secondo la Legge Delega 53/2021 – art. 1 c. 1 e Allegato punto 22 – il governo deve recepire la direttiva (UE) 2019/1023 (Direttiva Insolvency), pertanto l’aspettativa è che il CCII non entrerà in vigore, almeno nel testo attuale del Dlgs 14/2019.

Le norme contenute nel DL 118/2021 sono state affiancate dal Decreto Dirigenziale del Ministero delle Giustizia del 28 settembre 2021 che ha rilasciato note tecniche per l’effettivo funzionamento della procedura cui gli imprenditori potranno fare ricorso dal 15 novembre 2021.

In questo iniziale contributo riportiamo operativamente Il test pratico previsto dal DL 118/2021, secondo le indicazioni del Decreto, che ha lo scopo di consentire una valutazione preliminare della complessità del risanamento attraverso il rapporto tra i flussi finanziari possono essere di tipo:

  • corrente, ossia generati dalla gestione caratteristica dell’impresa senza modifiche ai piani esistenti;
  • derivare dall’esito delle iniziative industriali in corso di attuazione o che l’imprenditore intenderà intrapredere.

In relazione all’entità del debito da ristrutturare, il Decreto indica la metodologia per la sua determinazione come illustrato nella tabella che segue.

Determinazione dell’entità del debito che deve essere ristrutturato (somma algebrica)

Il rapporto tra TOTALE A e TOTALE B esprimerà un valore in cui :

+ debito scaduto

+ debito riscadenzato

+ linee di credito bancarie utilizzate delle quali non ci si attende il rinnovo

+ rate di mutui e finanziamenti in scadenza nei successivi 2 anni

+ investimenti relativi alle iniziative industriali che si intendono adottare

– ammontare delle risorse ritraibili dalla dismissione di cespiti (immobili, partecipazioni, impianti e macchinario) o rami di azienda compatibili con il fabbisogno industriale

– nuovi conferimenti e finanziamenti, anche postergati, previsti

– stima dell’eventuale margine operativo netto negativo nel primo anno, comprensivo dei componenti non ricorrenti

                TOTALE A   

+ Stima del Margine Operativo Lordo prospettico normalizzato annuo, prima delle componenti non ricorrenti, a regime

– investimenti di mantenimento annui a regime

+ imposte sul reddito annue che dovranno essere assolte

                TOTALE B

  1. Rapporto tra zero e 2: L’andamento corrente dell’impresa può essere sufficiente per individuare il percorso di risanamento.
  2. Rapporto tra 2 e 4: il risanamento dipende dall’efficacia e dall’esito delle iniziative industriali che si intendono adottare.
  3. rapporto tra 5 e 6: la presenza di un margine operativo lordo positivo non è sufficiente a consentire il risanamento dell’impresa e può rendersi necessaria la cessione dell’azienda.
  4. squilibrio economico: il rapporto non rileva, ma saranno necessarie iniziative in discontinuità rispetto alla conduzione corrente dell’impresa quali interventi sui processi produttivi, modifiche del modello di business, cessioni o cessazione di rami di azienda, aggregazioni con altre imprese.

Pertanto come riportato alla prima pagina del Decreto dirigenziale :” Il presente test è volto a consentire una valutazione preliminare della complessità del risanamento attraverso il rapporto tra l’entità del debito che deve essere ristrutturato e quella dei flussi finanziari liberi che possono essere posti annualmente al suo servizio”.

Stefano Capuano

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