Decreto Rilancio e Terzo Settore

Con il D.L. n. 34/2020, c.d. Decreto Rilancio, si è cercato di porre rimedio a quanto non fatto nei precedenti decreti di marzo e aprile, relativamente al mondo del non profit, che al suo interno annovera gli Enti del Terzo Settore.

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Il Decreto Rilancio reca numerose previsioni normative che riguardano direttamente o indirettamente il terzo settore, i dipendenti o i volontari che operano in queste organizzazioni.

In allegato la tabella con lo schema riassuntivo per orientarsi nel labirinto delle norme relative al Terzo Settore, realizzata sulla base del prospetto predisposto dall’ufficio Studi e Documentazioni del Forum Terzo Settore.

Giova ricordare che sono considerati Enti del Terzo Settore (ETS) tutti i soggetti di cui all’art. 4, comma 1, del D.Lgs. n. 117/2017 e che a titolo esemplificativo sono di seguito riportati: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali incluse le cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso, associazioni riconosciute e non riconosciute, fondazioni e altri enti di carattere privato, che svolgono in via esclusiva o principale una delle attività di interesse generale e che siano iscritti nel Registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS), condizione a cui è subordinata l’acquisizione della qualifica di ETS.

Tra le diverse misure contenute nel D.L. n. 34/2020, ce ne sono alcune che coinvolgono direttamente il Terzo Settore (artt. 67-77-125-156-246).

Tra queste l’art. 67 prevede per l’anno 2020 un incremento di 100 milioni di euro della dotazione del Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale del terzo settore, di cui all’articolo 72 del D.Lgs. n. 117/2017, al fine di sostenere gli interventi delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle fondazioni del Terzo Settore, volti a fronteggiare le emergenze sociali ed assistenziali determinate dall’epidemia da Covid 19.

In materia di contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari, l’art. 77 amplia la platea dei beneficiari dei contributi erogabili da Invitalia, previsti dall’art. 43 del D.L. n. 18/2020, allo scopo di sostenere l’acquisto dei dispositivi e altri strumenti di protezione individuale da parte degli Enti del Terzo Settore.Viene inoltre previsto nel primo comma dell’art. 125, che anche gli Enti non commerciali, compresi gli Enti del Terzo Settore e gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, possono beneficiare di un credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, nella misura del 60% delle spese sostenute nel 2020, fino alla concorrenza di 60.000 euro, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020. Il secondo comma invece elenca le spese ammissibili ai fini della fruizione del credito d’imposta, come segue:

  • spese per la sanificazione degli ambienti nei quali i predetti soggetti svolgono la propria attività lavorativa ed istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  • spese per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, corrispondenti ai requisiti di conformità europea in materia di sicurezza;
  • spese per l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  • spese per l’acquisto e l’installazione di dispositivi di sicurezza ulteriori rispetto ai DPI quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, corrispondenti ai requisiti di conformità europea in materia di sicurezza;
  • spese per l’acquisto e installazione di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi.
  • L’utilizzo del credito sarà possibile nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui viene riconosciuto, ovvero portato in compensazione con il mod. F24 dal giorno successivo a quello in cui viene riconosciuto.

Il credito d’imposta non rileva ai fini delle imposte sui redditi e ai fini IRAP.

Di particolare importanza è invece la previsione dell’art. 156 che disciplina le procedure di riparto del contributo del 5 per mille per l’esercizio 2019 in modo più veloce, rinviando alla consultazione del sito istituzionale dell’Agenzia delle entrate per la verifica, entro il 31 luglio 2020, dei soggetti ammessi e di quelli esclusi dal beneficio e prevedendo l’erogazione del contributo da parte delle amministrazioni competenti entro il 31 ottobre 2020.

Un segnale molto importante per le aree del sud del Paese è fornito dalle disposizioni contenute nell’art. 246 che, a sostegno del Terzo Settore, prevede per il 2020 lo stanziamento complessivo di 120 milioni di euro ad incremento del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), fondo finalizzato al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese, a favore delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tale stanziamento è utilizzabile nel 2020 per 100 milioni di euro, dei quali 20 milioni di euro sono riservati ad interventi di contrasto alla povertà educativa, intesa quale condizione in cui un bambino o un adolescente viene privato delle opportunità culturali ed educative, mentre altri 20 milioni di euro potranno essere fruiti nel 2021. Gli Enti del Terzo Settore delle regioni menzionate, che svolgono almeno una delle attività di interesse generale di cui alle lettere a), c), d), e) f), i), l), m), p), q), r) s), t), u), v), w) e z) dell’art. 5 comma 1 del D.Lgs n. 117/2017 possono beneficiare del contributo per la copertura dei costi ammissibili.

Il comma 4 dell’art. 246 individua l’Agenzia per la coesione territoriale quale soggetto deputato ad indire uno o più avvisi pubblici finalizzati all’assegnazione del contributo a fondo perduto agli Enti aventi diritto, nonché a definire le finalità dei progetti meritevoli da finanziare, le categorie degli enti a cui sono rivolti, i requisiti di accesso e le percentuali di copertura dei costi ammissibili al contributo.

Tra le norme che coinvolgono indirettamente gli Enti del Terzo Settore si segnala, in particolare, quanto segue.

Anche per gli Enti non commerciali, compresi gli ETS trova applicazione l’art. 24, in base al quale non è dovuto il versamento del saldo IRAP 2019 e della prima rata di acconto IRAP 2020. Nella Relazione illustrativa viene precisato che l’esclusione opera fino a concorrenza dell’importo della prima rata calcolato con il metodo storico ovvero, se inferiore, con il metodo previsionale.

Possono altresì essere ammessi a fruire del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del D.L. n. 34/2020 anche gli Enti non commerciali, compresi gli ETS e gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, titolari di partita IVA, per lo svolgimento delle attività commerciali, se in possesso dei requisiti richiesti.

L’art. 28 include anche gli Enti non commerciali, compresi gli ETS e gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, tra i beneficiari delle agevolazioni sui canoni di locazione, di leasing o di concessione in uso di immobili ad uso non abitativo, utilizzati per l’attività istituzionale. Tali soggetti possono quindi fruire del credito d’imposta, in misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone corrisposto per i mesi di marzo aprile e maggio 2020. Il credito d’imposta spetta a condizione che si sia registrato una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Al fine di adeguare lo svolgimento delle attività e gli ambienti di lavoro ai protocolli di sicurezza, l’art. 120 riconosce anche alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli Enti del Terzo Settore, un credito d’imposta nella misura del 60% delle spese sostenute nell’anno 2020 per un massimo di 80.000 euro. Tra gli interventi ammissibili rientrano anche quelli di natura edile, ritenuti necessari ai fini dell’applicazione degli specifici protocolli contro la diffusione del virus Covid 19. Viene altresì prevista la possibilità del cumulo del credito d’imposta con altre agevolazioni per le medesime spese, sempre entro il limite di quanto sostenuto e con la possibilità di utilizzare il credito d’imposta anche nell’anno 2021.

La proroga dei termini di versamento di cui l’art. 126 relativa ai versamenti di natura fiscale e contributiva trova applicazione anche per gli enti non commerciali, compresi gli ETS e gli Enti religiosi civilmente riconosciuti.

Tante anche le novità per i lavoratori degli Enti del Terzo Settore.

Maria Tarantino

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