Intervista al Dott. Niccolò Francalanci. Head of Marketing & Growth – Glovo Italy

Scenari, prospettive e nuove opportunità di business nel mondo del Delivery.

FiscoLexNews apre ad una nuova iniziativa: “Interviste”.

Dare voce a manager di successo, impegnati nel mondo dell’impresa, che raccontano ai nostri lettori le loro esperienze dal punto di vista manageriale forti del proprio osservatorio privilegiato legato ai ruoli di responsabilità che ricoprono, siamo convinti sia uno strumento utile per capire sempre di più meccanismi e tendenze che si sviluppano nel mondo dell’impresa.

Iniziamo con il Dott. Niccolò Francalanci, Head of Marketing & Growth – Glovo Italy.

Quali sono a suo avviso le “opportunità” che l’emergenza Covid sta offrendo al mondo dell’impresa, con particolare riferimento al settore merceologico di cui fa parte l’azienda da Lei rappresentata?

Il settore del delivery ha lavorato dall’inizio dell’emergenza per garantire la continuità del servizio di consegne a domicilio, reso ancora più necessario per quanti si trovavano in casa. Glovo, in particolare, è una piattaforma multi-categoria, che consegna cioè cibo, ma anche prodotti di spesa, farmaci da banco e altri oggetti di uso quotidiano. Abbiamo quindi svolto, e continuiamo a svolgere, un ruolo di supporto per tutte quelle realtà della ristorazione e di altre categorie che hanno proseguito con le attività mentre i locali erano chiusi al pubblico, facendo in modo che le persone potessero ricevere tutto ciò di cui avevano bisogno senza dover lasciare la propria abitazione. 

Durante l’emergenza sanitaria e la quarantena imposta, come si è evoluto e con quali numeri si è sviluppato il mercato dell’e-commerce in un paese come l’Italia atavicamente ostico a questo strumento?

Il delivery è un settore che è cresciuto negli ultimi anni e siamo convinti possa continuare a farlo in un momento così complesso, in cui il ricorso al canale digitale è diventato una necessità e non solo un’opzione come le altre. In un recente rapporto, Nielsen afferma che il 58% di chi ha fatto la spesa online durante il lockdown non aveva mai provato prima questo tipo di servizio e che l’83% pensa di continuare a farlo. Dal nostro osservatorio, abbiamo registrato una crescita importante degli ordini di spesa (+300% rispetto ai livelli pre-Covid), di farmaci (+130%) e delle spedizioni di oggetti da casa a casa tra amici e parenti (+900%). 

Molti dei partner del mondo Glovo avranno problemi nel riaprire ed è lecito aspettarsi una contrazione nel numero dei fornitori. Come a suo modo di vedere, possono essere incentivati a riaprire o ad adottare nuove forme di business?

Come Glovo vogliamo continuare ad affiancare i nostri partner anche nelle prossime settimane e mesi di “ripartenza”, che rappresenteranno un’ulteriore sfida. Per gli esercizi commerciali la riapertura avverrà infatti nel rispetto delle regole di distanziamento sociale e questo porterà inevitabilmente a poter contare su meno coperti nei ristoranti e meno clienti in negozio. Il delivery conserva dunque intatta la sua valenza, perché consente di mantenere un legame con la propria clientela. Nel mondo della ristorazione, per esempio, attraverso il dialogo costante tra la nostra piattaforma e i partner, possono essere identificate le soluzioni migliori in termini di offerta ai consumatori e di organizzazione ottimale del menù per il delivery, proponendo per esempio menù per le famiglie. Nel mondo retail, l’utilizzo di un canale come Glovo consente di consegnare a domicilio prodotti che sono disponibili in store, come giocattoli e capi di abbigliamento. 

Cook Room, Dark Store e i vantaggi di queste due forme di new business.

Cook Room e Dark Store rappresentano spazi di innovazione che Glovo ha già avviato in diverse città della Spagna e dell’America Latina e che abbiamo scelto di portare a Milano. La Cook Room è una “cucina in outsourcing” che ospita i nostri partner della ristorazione (al momento quattro) che intendono testare un’area della città o una città in cui non sono presenti con sedi fisiche oppure lanciare un brand virtuale che sia disponibile solo per il delivery. Il Dark Store è un magazzino da cui partono direttamente le consegne di prodotti di spesa, come generi alimentari, acqua, il necessario per l’igiene della persona e della casa, ma anche piatti pronti e giornali. Sono progetti che ci auguriamo di poter continuare a sviluppare in Italia nei prossimi mesi e, nel caso del Darkstore, di cui abbiamo anticipato l’avvio per far fronte all’aumento delle richieste durante il lockdown. 

Come si rapporta il mercato italiano rispetto al resto dei paesi nei quali il marchio Glovo è presente in termini di fatturato, sviluppo e difficoltà o meno sulle normative che regolano questo settore.

Glovo nasce come piattaforma spagnola con sede centrale a Barcellona ed il mercato italiano è il primo contesto estero nel quale si è espansa. Ad oggi l’azienda è attiva in 22 Paesi, dall’Europa meridionale e orientale all’America Latina, e ogni mercato ha ovviamente le sue peculiarità. Nel caso dell’Italia, negli ultimi anni abbiamo rafforzato gradualmente la nostra presenza nei contesti cittadini, superando la soglia delle 100 città a fine 2019. Per essere capillari nel nostro Paese è infatti necessario essere presenti anche nei centri medio-piccoli e non solo nelle principali città. In termini di valore del mercato del delivery e di penetrazione del servizio tra la popolazione, l’Italia sta crescendo in modo importante, anche se non ha ancora raggiunto i valori di Cina e Stati Uniti, complice anche il minor livello di digitalizzazione delle società. Per quanto riguarda gli aspetti normativi, è stata approvata a novembre dello scorso anno una legge che regola il nostro settore e il dialogo con le istituzioni viene mantenuto anche attraverso l’associazione di categoria Assodelivery. Siamo consapevoli della grande novità rappresentata da un settore come il nostro e ci auguriamo quindi di poter operare sempre in un contesto di regole chiare e condivise. 

Lorenzo Ferragamo