I nuovi trattamenti di Cassa Integrazione ordinaria e Cassa Integrazione in deroga

Nuove disposizioni degli organi ed Enti preposti in materia di erogazione degli assegni di Cassa Integrazione sia ordinari che in deroga.

A beneficio del lettore per una rapida consultazione si allegano di seguito, per ciascuna circolare o disposizione degli Enti preposti, gli originali dei documenti in formato PDF.

Assegno ordinario dopo il D.L. di agosto (n° 104 del 14 agosto 2020)  

Messaggio INPS 3131 del 21.08.2020 – nota 713 Ispettorato del Lavoro del 16.09.2020

Circolare INPS 105 del 18.09.2020

D.L. 104 del 14 agosto 2020 – Art.1

Il nuovo periodo di CIGO-CIGD e assegno ordinario è pari a 18 settimane, nel periodo compreso tra il 13 luglio 2020 ed il 31 dicembre 2020, al quale si può accedere in 2 tranches da 9 settimane.

Il D.L. di agosto ha però OPERATO UNA SORTA DI AZZERAMENTO DEI PERIODI DI INTEGRAZIONE SALARIALE di cui alla normativa previgente (D.L. Cura Italia), da intendersi come segue: il decreto di agosto consente ai datori di lavoro che subiscono sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa a causa del Covid-19, la facoltà IMMEDIATA di ACCEDERE ALLE PRIME 9 SETTIMANE; possono accedere alle ulteriori 9 settimane i datori di lavoro ai quali sia stato interamente autorizzato il periodo delle prime 9 settimane e che sia stato integralmente utilizzato; i precedenti periodi di integrazione salariale, richiesti ai sensi della normativa previgente e RIGUARDANTI I PERIODI SUCCESSIVI AL 12 LUGLIO 2020 ED AUTORIZZATI SONO IMPUTATI ALLE 18 SETTIMANE DI CUI AL D.L. DI AGOSTO 2020.

Mentre per le prime 9 settimane non è previsto alcun costo per il datore di lavoro che ne fà richiesta, mentre l’accesso alle ulteriori 9 settimane prevede un contributo addizionale calcolato in base al confronto tra fatturato del 1° semestre 2020 e quello del 1° semestre 2019 e così calcolato:

  • 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione inferiore al 20% del fatturato;
  • 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate per i datori di lavoro che non hanno avuto riduzione di fatturato;
  • nessun contributo è previsto a carico dei datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% e per coloro che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019.

Il termine di presentazione delle domande di integrazione salariale è individuato nella fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, a pena decadenza; in fase di prima applicazione il termine è fissato al 30 settembre 2020.

Art.3 – Esonero del versamento dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che non richiedono trattamenti di cassa integrazione salariale

E’ prevista la possibilità per i datori di lavoro (non agricoli) che ne facciano richiesta, di ESONERO DAL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI A LORO CARICO “per un periodo massimo di 4 mesi fruibili entro il 31 dicembre 2020, nel limite del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi Inail, riparametrato e applicato su base mensile”.

I datori di lavoro beneficiari dell’esonero devono AVER FRUITO, NEI MESI DI MAGGIO E GIUGNO 2020, del trattamento di integrazione salariale di cui alla normativa previgente.

L’esonero è compatibile e cumulabile con gli altri incentivi goduti dal datore di lavoro, nel limite della contribuzione previdenziale complessivamente dovuta.

A questo proposito giova ricordare e tenere nel debito conto, che il Decreto “Cura Italia” consentiva di usufruire dei trattamenti di integrazione salariale con causale COVID-19 sino alla fine del mese di agosto 2020 quindi il D.L. di agosto FA’ SALVA LA POSSIBILITA’ DI ACCESSO ALL’ESONERO PER I DATORI DI LAVORO CHE HANNO RICHIESTO PERIODI DI INTEGRAZIONE SALARIALE IN PERIODI SUCCESSIVI AL 12 LUGLIO PURCHE’ AUTORIZZATI.

Art.14 – Divieto di licenziamento

Per i datori di lavoro che intendano beneficiare dell’esonero si stabilisce il divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Il D.L. di agosto non sembra contenere alcuna abrogazione dell’art. 46 del decreto “Cura Italia” e dunque dalla lettura dell’art.14 del D.L. 104/2020, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo sembra “limitato” al periodo di ricorso agli ammortizzatori sociali e all’esonero contributivo ma è probabile che “prudenzialmente”, a motivo delle incertezze della norma, i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo “restino bloccati” sino al 31 dicembre 2020.

Art. 6 – Esonero dal versamento dei contributi previdenziali per assunzioni a tempo indeterminato dal 15 agosto 2020 sino al 31 dicembre 2020 per tutti i datori di lavoro con esclusione del settore agricolo e domestico.

L’esonero attiene il versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo massimo di 6 mesi dall’assunzione con esclusione del premio Inail, nel limite massimo di esonero pari ad  euro 8.060,00 su base annua, applicato su base mensile.

L’Ispettorato del Lavoro, con nota n° 713 del 16 settembre 2020, ha confermato che i datori di lavoro che hanno già fruito nei mesi di magio e giugno 2020 dei trattamenti di cassa integrazione salariale Covid-19, hanno diritto all’esonero contributivo per un periodo massimo di 4 mesi; tale beneficio è confermato anche per i datori di lavoro che hanno ottenuto autorizzazione al trattamento di integrazione salariale dopo il 12 luglio 2020.

L’Inps, con la circolare n° 105 del 18 settembre 2020, in tema di esonero contributivo, stabilisce che è consentito allorché siano rispettati i seguenti requisiti:

  • regolarità contributiva (DURC REGOLARE);
  • assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e degli altri obblighi di legge;
  • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, ecc.

Claudia Miliucci