I reati tributari dopo la riforma, sanzioni e sanatorie

Una classificazione dei reati tributari più ricorrenti, articolata per reato, sanzioni e possibilità di sanare o meno l’illecito.

Le violazioni penali tributarie sono state oggetto di nuove importanti modifiche. Rispetto all’ultimo intervento del 2015, con il decreto fiscale 2020, collegato alla legge di Bilancio, il legislatore ha inasprito le pene, abbassato alcune soglie di punibilità, esteso per i delitti più gravi la responsabilità amministrativa delle società e introdotto per taluni illeciti la confisca per sproporzione e il preventivo sequestro. Per una rapida e immediata consultazione, si riportano le principali condotte illecite nella versione attualmente vigente, a prescindere dal fatto che siano state oggetto di modifiche ad opera del D.L. n. 124/2019.

Reati dichiarativi

Dichiarazione fraudolenta con utilizzo di fatture false

Chi la commette? Chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi fittizi

Sanzione: reclusione da 4 a 8 anni; (per le dichiarazioni presentate fino a 24 dicembre 2019: reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni)

Se l’ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a 100.000 euro la reclusione è da 1 anno e 6 mesi a 6 anni

Si può sanare? Occorre pagare integralmente i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, a seguito del ravvedimento operoso prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.

Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici

Chi la commette? Chiunque compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria, indica in una delle dichiarazioni relative a imposte sui redditi/IVA elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi, quando, congiuntamente:

a) l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a 30.000 euro;

b) l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al 5% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o comunque, è superiore a euro un milione cinquecentomila, ovvero qualora l’ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta, è superiore al 5% dell’ammontare dell’imposta medesima o comunque a 30.000 euro.

Sanzione: reclusione da 3 a 8 anni (per le dichiarazioni presentate fino a 24 dicembre 2019: reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni)

Non costituiscono mezzi fraudolenti la mera violazione degli obblighi di fatturazione e di annotazione degli elementi attivi nelle scritture contabili o la sola indicazione nelle fatture o nelle annotazioni di elementi attivi inferiori a quelli reali.

Si può sanare? Occorre pagare integralmente i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, a seguito del ravvedimento operoso prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.

Dichiarazione infedele

Chi la commette? Chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi inesistenti, quando, congiuntamente:

a) l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a 100.000 euro (per le dichiarazioni presentate fino al 24 dicembre 2019 150.000 euro)

b) l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi inesistenti è superiore al 10% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore a euro 2 milioni (per le dichiarazioni presentate fino al 24 dicembre 2019 euro 3 milioni).

Sanzione: reclusione da 2 anni a 4 anni e 6 mesi (per le dichiarazioni presentate fino a 24 dicembre 2019: reclusione da 1 anno a 3 anni)

Non si tiene conto della non corretta classificazione, della valutazione di elementi attivi o passivi oggettivamente esistenti, rispetto ai quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio o in altra documentazione rilevante ai fini fiscali, della violazione dei criteri di determinazione dell’esercizio di competenza, della non inerenza, della non deducibilità di elementi passivi reali.

Si può sanare? Occorre pagare integralmente i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, a seguito del ravvedimento operoso prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.

Omessa presentazione della dichiarazione

Chi la commette? Chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte a 50.000 euro. Chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d’imposta, quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore a 50.000 euro.

Sanzione: reclusione da 2 anni a 5 anni (per le dichiarazioni presentate fino a 24 dicembre 2019: reclusione da 1 anno e 6 mesi a 4 anni)

Si può sanare? Occorre pagare integralmente i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, a seguito della presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, sempreché la presentazione sia intervenuta prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.

Reati documentali

Emissione di fatture false

Chi la commette? Chiunque, al fine di consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

L’emissione o il rilascio di più fatture o documenti per operazioni inesistenti nel corso del medesimo periodo di imposta si considera come un solo reato.

Sanzione: reclusione da 4 a 8 anni; (per le violazioni commesse fino al 24 dicembre 2019: reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni) Se l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti, per periodo di imposta, è inferiore a 100.000 euro, si applica la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni

Per “fatture o altri documenti per operazioni inesistenti” si intendono le fatture o gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o l’imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che riferiscono l’operazione a soggetti diversi da quelli effettivi

Si può sanare? No

Occultamento e distruzione delle scritture contabili

Chi lo commette? Chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l’evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari.

Sanzione: Reclusione da 7 a 7anni (fino al 24 dicembre 2019 reclusione da un anno e sei mesi a sei anni).

L’impossibilità di ricostruire i redditi ed il volume d’affari non deve intendersi ni modo assoluto essendo sufficiente un’impossibilità relativa che sussiste anche se a tale ricostruzione si possa pervenire altrimenti.

Si può sanare? No

Reati a tutela del versamento delle imposte

Omesso versamento delle ritenute

Chi lo commette? Chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione o risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a 150.000 euro per ciascun periodo d’imposta.

Sanzione: reclusione da sei mesi a due anni.

Con le modifiche introdotte dal 2015 non è più necessario che le ritenute risultino dalle certificazioni essendo sufficiente la dichiarazione del sostituto

Si può sanare? Sì, se prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari, comprese sanzioni amministrative e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento, anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento, nonché del ravvedimento operoso.

Omesso versamento IVA

Chi lo commette? Chiunque non versa, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta successivo, l’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale, per un ammontare superiore a 250.000 euro per ciascun periodo d’imposta.

Sanzione: Reclusione da sei mesi a due anni.

Se prima della scadenza della data rilevante (acconto relativo all’anno successivo) il contribuente riesce a versare una somma parziale per scendere sotto soglia, il reato non si consuma.

Si può sanare? Sì, se prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari, comprese sanzioni amministrative e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento, anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento, nonché del ravvedimento operoso.

Indebita compensazione di crediti non spettanti

Chi lo commette? Chiunque non versa le somme dovute, utilizzando in compensazione crediti non spettanti, per un importo annuo superiore a cinquantamila euro.

Sanzione: reclusione da sei mesi a due anni.

Questo reato è interessato a ulteriori modifiche, al momento non definitive, per il recepimento della direttiva sul contrasto alle frodi IVA transnazionali in ambito UE unitamente all’infedele, e omessa dichiarazione.

Si può sanare? Sì, se prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari, comprese sanzioni amministrative e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento, anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento, nonché del ravvedimento operoso.

Indebita compensazione di crediti inesistenti

Chi lo commette? Chiunque non versa le somme dovute, utilizzando in compensazione crediti inesistenti, per un importo annuo superiore a 50.000 euro.

Sanzione: reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

Questo reato è interessato a ulteriori modifiche, al momento non definitivo, per il recepimento della direttiva sul contrasto alle frodi IVA transnazionali in ambito UE unitamente all’infedele, e omessa dichiarazione.

Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

Chi la commette? Chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o IVA ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva

Sanzione: reclusione da un anno a sei anni se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila

Per far scattare il reato (di pericolo) non è necessario che siano effettivamente iniziate attività di riscossione coattiva

Si può sanare? No

Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte nella transazione fiscale

Chi la commette? Chiunque, al fine di ottenere per sè o per altri un pagamento parziale dei tributi e relativi accessori, indica nella documentazione presentata per la procedura di transazione fiscale elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi per un ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila.

Sanzione: reclusione da sei mesi a quattro anni. Reclusione da un anno a sei anni se l’ammontare dei tributi e relativi accessori è superiore a 200.000 euro

Questo reato riguarda violazioni commesse nell’ambito della crisi di impresa in occasione dell’esecuzione della procedura di transazione fiscale

Si può sanare? No

L’autore intende riportare una classificazione dei reati tributari più ricorrenti e che, ogni specifico caso dovrà essere attentamente valutare e configurato.

Secondo la tipologia di reato, in fase giudiziale il giudice potrà richiedere elementi probatori quali anche intercettazioni telefoniche.

Stefano Capuano

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