I requisiti previsti dal Codice della crisi di Impresa per gli incarichi ai professionisti

Dal 1° settembre 2021 entrerà in vigore il Codice della crisi di Impresa e di insolvenza. Il ruolo e l’importanza dei professionisti.

L’Art. 358 del D.lgs 14/2019 (nuovo Codice della crisi di Impresa e di insolvenza) riporta i requisiti per la nomina agli incarichi nelle procedure di crisi di impresa e di insolvenza.

Possono essere chiamati a svolgere le funzioni di curatore, commissario giudiziale e liquidatore, nelle procedure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza gli iscritti agli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei consulenti del lavoro.

La centralità del professionista assume, pertanto, in quest’ambito un ruolo cardine e ciò per espressa previsione normativa. A tal proposito, si precisa che l’azienda non è solo quel complesso di beni materiali ed immateriali organizzati e strutturati per l’esercizio dell’impresa bensì sono anche e soprattutto le realtà locali, le microimprese, le start-up e tutte quelle realtà produttive di beni o servizi che non hanno una composizione così chiaramente delineata e solida sia in termini di fatturato che di gestione delle risorse umane.

La presenza di lavoratori deve necessariamente essere amministrata e tutelata da un team di professionisti esperti nella consulenza e nel saper prevenire, ove possibile, contenziosi sia nei confronti di soggetti esterni (fornitori/clienti) sia nei confronti dei c.d. stakeholder (soggetti legati strettamente all’azienda), sia, da ultimo, anche al fine di prevenire all’interno contenziosi e tensioni inutili e dannose alla produttività e ad un proficuo e sinergico ambiente lavorativo.

I ruoli dell’Avvocato e del Consulente del lavoro assumono un ruolo chiave incardinato ed in stretta collaborazione nella direzione di impresa e nel saper orientare l’imprenditore verso soluzioni di welfare volte ad accrescere la cultura sia dell’azienda sia del capitale umano attraverso la formazione e l’organizzazione.

Punto cruciale è la gestione, complessa, che è quella che va dalla sospensione al subentro nei rapporti di lavoro, così come di particolare rilevanza risulta quella di gestione degli esuberi e dei trasferimenti d’azienda.

A tal fine, il Codice si occupa di stabilire espressamente e puntualmente le regole per la gestione dei rapporti di lavoro in caso di liquidazione giudiziale e in particolare:

– condizioni per la prosecuzione dei rapporti di lavoro;

– licenziamenti individuali;

– licenziamenti collettivi;

– diritti e prestazioni del lavoratore;

– prosecuzione attività del debitore.

Una novità assoluta, però, è certamente rappresentata dagli strumenti di allerta che permettono di anticipare gli effetti della crisi ed è pertanto fondamentale l’analisi legale e gestionale al fine di apportare dei correttivi tali da garantire la continuità aziendale, obiettivo principale della riforma, ciò considerando i consulenti come utile supporto in collaborazione con i vertici aziendali e non in competizione con gli stessi, al fine di ottenere i risultati migliori per l’azienda stessa e per le professionalità ed i lavoratori presenti in essa, con notevole risparmio di tempi e costi.

Stefano Capuano Monica Lambrou

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