Il Super Ecobonus previsto nel Decreto Rilancio

Modalità di attuazione del nuovo Super Ecobonus, alla luce dell’ultimo Decreto Rilancio, e della cessione del Credito d’Imposta a terzi.

Dal 1° luglio p.v. e fino alla fine del prossimo anno, 2021, sarà possibile usufruire del tanto decantato Super Ecobonus, cerchiamo di capire meglio le sue modalità di applicazione e i reali vantaggi.

La novità che maggiormente colpisce la vasta platea di possibili fruitori è la possibilità di poter fruire di una detrazione fiscale che può arrivare a coprire, nel migliore dei casi, fino al 110% delle spese che verranno sostenute con un rimborso in cinque anni.

Come spesso accade in Italia, le informazioni che arrivano dai media non sempre rispecchiano la realtà. Sempre più spesso si sente dire dai non addetti ai lavori, cioè da chi poi è direttamente interessato a fruire di queste agevolazioni, che la ristrutturazione di un immobile sarà pressoché gratis.

Niente di tutto ciò, la realtà è ben diversa, cerchiamo quindi di fare un minimo di chiarezza sull’argomento.

Il Super Ecobonus consiste essenzialmente in un credito d’imposta verso l’erario pari al 110% della spesa sostenuta. L’applicazione della norma, come specificato all’art. 119 del Decreto Rilancio, trova riscontro in tre casi. Riportiamo per esteso il testo del Decreto Rilancio:

1) Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;

2) Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A;

3) Interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici.

Gli interventi di cui sopra sono realizzabili nei condomini nei casi 1 e 2, e nelle case unifamiliari nei casi 1 e 3.

Nei condomini l’applicazione del Super Ecobonus è possibile anche per le seconde case, mentre nelle unità indipendenti, secondo l’attuale testo, che però giova ricordare è provvisorio e quindi in attesa dell’approvazione del Parlamento e ancora suscettibile di possibili modifiche, la detrazione del 110% scatta solo se si tratta dell’abitazione principale del contribuente (occorre quindi in questo caso il requisito della residenza).

Tornando ai punti espressi nel Decreto il punto 1 prevede la coibentazione termica dell’edificio con un limite massimo di spesa detraibile pari a 60mila euro per ogni unità immobiliare (in condominio il tetto quindi vale per ogni singolo appartamento).

Ai punti 2 e 3 i lavori devono prevedere la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con altro che non solo risponda a criteri di maggiore efficienza, ma che abbia anche la funzione di produzione di acqua calda e/o il raffrescamento dell’edificio con tetto massimo di detraibilità che scende a 40mila euro.

In tutti e tre i casi previsti, è condizione necessaria che tali lavori prevedano un miglioramento di due classi energetiche, o di una sola se non è possibile tecnicamente arrivare a due. Il miglioramento va documentato con due Ape (attestazione di prestazione energetica) redatto uno prima dei lavori e il secondo al termine.

Il nuovo Super Ecobonus non esclude il vecchio Ecobonus, che rimane in vigore sino a tutto il 2021 e che ricordiamo essere: l’installazione di schermi solari e la sostituzione degli infissi, ma con un bonus che può arrivare ad un massimo dell 65% nelle unità immobiliari singole e al 75% in condominio con restituzione fiscale in 10 anni.

Questi lavori però possono anche rientrare nel nuovo Ecobonus a condizione che essi vengano effettuati in concomitanza con una delle tre fattispecie di cui abbiamo detto sopra.

Il nuovo Ecobonus può essere applicato per l’installazione di pannelli fotovoltaici e colonnine di ricarica per le vetture elettriche, ma sempre con il vincolo che tali installazioni avvengano unitamente ad una delle tre condizioni principali esposte nel Decreto.

Il Decreto Rilancio amplia e rende più conveniente anche il sisma bonus.

Il credito d’imposta per il Sisma Bonus sale anch’esso al 110% con detraibilità in 5 anni. Da questa possibilità sono esclusi gli immobili ubicati nella fascia sismica 4, cioè laddove il rischio sismico è molto basso.

Già dall’inizio dell’anno in corso è in vigore il cosiddetto bonus facciate, anch’esso si fonda sul criterio del credito d’imposta. In questo caso è del 90% in dieci anni, e si applica solo sul rifacimento delle facciate esterne di edifici residenziali e non, a patto di essere edificati in aree urbanizzate.

La norma attuale recita che per lavori non superiori al 10% della superficie totale, il bonus è ottenibile senza sottostare a particolari condizioni. Qualora gli interventi superino il 10% è obbligatorio intervenire anche in sede di miglioramento delle prestazioni energetiche della costruzione.

Siamo arrivati alla parte più interessante della norma prevista nell’art. 121 del Decreto Rilancio: la cessione del credito. Tale norma prevede la facoltà per il committente di poter cedere il proprio credito d’imposta all’azienda che eseguirà i lavori. Questo consentirà di poter godere completamente del vantaggio fiscale, senza la necessità di dover anticipare il denaro necessario. Questo però si badi bene non sarà né automatico né vincolante per la ditta che effettuerà i lavori. E’ facile immaginare che non tutte le ditte, in special modo le piccole, avranno convenienza ad una cessione del credito d’imposta in luogo di almeno una parte dell’importo complessivo necessario all’esecuzione dei lavori. Ci sarà quindi da aspettarsi che la parte del leone la faranno le grandi aziende edilizie che potranno sopportare i costi da anticipare per i lavori da eseguire.

La cessione, comunque, sarà possibile per tutti i lavori interessati da super eco bonus ed eco bonus, sisma bonus, bonus facciate e bonus ristrutturazione.

Riportiamo infine il dettato della norma, che però per essere poi operativa necessiterà delle puntualizzazioni del Ministero delle Finanze.

I soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per gli interventi elencati al comma 2 (sono i cinque bonus di cui sopra) possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:

  1. per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  2. per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.