Intervista al Dott. Riccardo Sorbara. Amministratore Delegato della Prospero Consulting

Scenari, prospettive e nuove opportunità nel settore alberghiero e paralberghiero.

Abbiamo intervistato il Dott. Riccardo Sorbara, Amministratore Delegato della Prospero Consulting; azienda operante nel settore alberghiero e degli affitti brevi. La Prospero Consulting è presente su tutto il territorio nazionale con strutture e format di offerte di vari livelli. Lo dimostrano l’aparthotel “Borgo Albizi Apartments” di Firenze e il boutique hotel “Rio del Piombo Suites” a Venezia, oltre alle strutture di Roma e Milano e altre ancora sul territorio.

Dott. Sorbara il settore della ricezione alberghiera è sicuramente uno dei settori più colpiti dagli effetti della pandemia post Covid-19. Come la Prospero Consulting ha affrontato le problematiche organizzative e occupazionali che ne sono derivate?

Nei primi 12 mesi abbiamo prima di tutto cercato di abbattere i costi fissi attraverso sia il ricorso alla cassa integrazione per le maestranze, sia ad una analisi dei costi relativi agli affitti delle varie strutture che, come può facilmente immaginare, operando su tutto il territorio nazionale costituisce una voce assai significativa e che ci ha portato a coinvolgere le proprietà degli immobili per arrivare a nuovi contratti al ribasso. Nell’analisi di cui le ho parlato, abbiamo dovuto anche dismettere alcuni contratti di locazione per alcune strutture meno performanti. Abbiamo proceduto inoltre all’azzeramento dei compensi per tutti i membri del CDA.

Dovendo quantificare il calo delle presenze e il calo del fatturato, di quanto, in termini percentuali, è stato questo calo? 

Le presenze sono scese dell’80% nel 2020, con un fatturato diminuito del 90%. Mentre nel primo semestre del 2021 il calo delle prenotazioni è stato del 65% con un ribasso del fatturato pari a circa il 75%.

Come ha considerato il periodo di lockdown: una opportunità per investire nel settore in vista della ripresa, oppure come un momento di stasi e riflessione sul futuro?

I primi mesi hanno costituito certamente un momento di stasi e di riflessione per analizzare i dati del nostro settore e i cambiamenti in atto. Abbiamo cercato soprattutto di immaginare il settore nel post-Covid. Siamo sempre stati convinti, come credo un pò tutti, che comunque la pandemia dovesse trovare una sua fine o almeno una convivenza con il quotidiano, e quindi la domanda alla quale abbiamo cercato di rispondere è stata: cosa fare per il dopo emergenza? Abbiamo scelto la strada dell’ottimismo e del coraggio. Abbiamo vissuto la pandemia come una opportunità di crescita e nei mesi successivi, dalla fine del lockdown dell’anno scorso, abbiamo investito in nuove strutture, certi di una ripartenza forte e decisa.

Se ha ritenuto di investire pensando al futuro ci può quantificare in che percentuale, rispetto al fatturato dell’anno precedente, ciò è avvenuto?

Abbiamo sicuramente investito, abbiamo aperto posizioni su Firenze con un bellissimo aparthotel, e su Venezia con un boutique hotel, e altre in fase di apertura, ma questo non pensando ad una base percentuale sul fatturato, che è stato prossimo allo zero, ma basandoci sulle opportunità.

A suo giudizio l’azione del governo Conte prima e Draghi poi, è stata incisiva e ha tenuto conto delle reali difficoltà del settore, oppure è stata insufficiente? E se lo è stata perché a suo avviso?

Le misure intraprese sino ad ora per il nostro settore sono state nulle o poco più, sicuramente la campagna vaccinale è quella che ha portato maggiore vigore al nostro settore. Si parla di un nuovo decreto che dovrebbe aiutarci e ripagare le società che come noi hanno investito nella riqualificazione degli immobili, e questo ci aiuterebbe molto.

Quali sono le sue previsioni nel settore per il futuro? Organizzative e occupazionali.

Prevediamo che ci saranno meno competitors ed entro la fine del 2021 avremo una forte crescita della domanda, con il conseguente aumento dell’offerta in termini finanziari. Nel 2022 prevediamo una stabilizzazione del settore che dovrebbe portarci, almeno questo è il nostro auspicio, ad un 2023 con valori pre-Covid ristabiliti e forse anche migliori di quelle del 2015, anno molto importante per il settore in termini di presenza e fatturato.

Lorenzo Ferragamo

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