L’Europa s’è desta! Un BY-Pass per la bellezza ci salverà

Abbiamo incassato i complimenti della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per come abbiamo gestito l’emergenza Covid19. Avremo una straordinaria quantità di danari a disposizione per gettare le fondamenta per il mondo che verrà; ma non è un assegno in bianco, ogni nostra scelta oggi dovrà essere eticamente proiettata nel futuro.

Mi piace legare questa riflessione ad un ricordo. Non so quanti di voi sanno che cosa è un by pass, ma vi assicuro, trovarsi in mezzo al mare aperto senza un motore non è piacevole. Navigavamo in mare aperto. Si era sfondato il filtro della nafta e ci sentivamo persi e alla deriva, con un solo motore che faticava per tenere solo la barra verso la rotta, ma un mare pericoloso. Bene, il mio amico, presi pochi materiali plastici, un cacciavite e delle fascette scese in sala macchine ed effettuò un perfetto by pass, escludendo il filtro dal circuito del gasolio. Siamo giunti così sulla costa sani e salvi.

L’Italia e il mondo sono ormai alla deriva, lo abbiamo constatato grazie al malaugurato Covid-19. Tante sono le iniziative, tante le sensazioni e i desideri di ritorno alla normalità ed altrettante le forze centripete che si intendono mettere in campo, dai Bazooka europei di BCE, Mes, Recovery Fund, ai piani pluriennali di investimento. Grande subbuglio, grande attenzione agli Stati Generali in corso in questi giorni nella bellissima Villa Pamphili (e qui un primo collegamento con la bellezza). Abbiamo incassato i complimenti della Von Der Leyen per aver fatto da modello al resto dell’Europa e al mondo. Una cosa è emersa chiara fin dalle prime ore in questa Kermesse della ripartenza. Avremo una straordinaria quantità di danari a disposizione per gettare le fondamenta per il mondo che verrà; ma non è un assegno in bianco, ogni nostra scelta oggi dovrà essere eticamente proiettata nel futuro. Avremo le finanze a “stati di avanzamento lavori”; al raggiungimento di un obiettivo potremo incassare e spendere per il successivo. In quest’ottica, sarebbe miope rinunciare alle provvidenze del MES e non prevedere in ogni dettaglio la riforma del Sistema Sanitario. Così  come è necessario e indispensabile investire i soldi messi a disposizione del nostro paese per scardinare i blocchi della burocrazia ed effettuare la riconversione completa dei processi digitalizzando il paese ed introducendo al massimo possibile l’intelligenza artificiale con un controllo algoritmico che superi le barriere del segreto commerciale a fronte della trasparenza e del corretto mercato; organizzare la certificazione in blockchain della qualità dei dati; proteggere le reti dal rischio Cyber e tanto, tanto altro. Per far questo occorrerà uno sforzo eccezionale nell’organizzazione e pianificazione e poi nell’attuazione. Dovrà cambiare radicalmente l’indirizzo politico, con un coordinamento trasversale che coinvolga tutte le parti sociali e le forze politiche in campo. Occorre però sin d’ora pensare a un modello organico di sviluppo economico che renda quelle forze un volano esponenziale per la modificazione integrale del paese. Solo così si può pensare di riuscire a traguardare i goals che tutti vogliamo raggiungere per non venire travolti da ciò che ci capiterà. E allora, il verde e il blu, come intitola il suo ultimo libro il filosofo Floridi, il green e il tecnologico; queste sono le priorità delle priorità. Non abbiamo tempo per sterili polemiche. Dobbiamo fare quadrato e sistema per evitare che si ripeta uno dei disastri tutti italiani; negli anni 70, vi ricordate quando l’Italia rinunciò alla televisione a colori? Quella scelta miope portò alla fuoriuscita dal mercato di tutte le società produttrici dei televisori e ad un impoverimento del paese.

Allora, tornando al by pass, come potremmo pensare di farcela a riparare un’amministrazione i cui giunti sono logori, rugginosi e brutti, in cui le norme si accavallano con effetti paralizzanti? Per esigenze di speditezza non mi dilungo su tutte le cose che andrebbero cambiate e modificate. Basti una sola riflessione. Abbiamo oggi una straordinaria opportunità di cambiare passo e fare un balzo in avanti in Europa e nel mondo. Dobbiamo saltare a piè pari l’attuale configurazione ed operare un by pass al cuore del paese dotandolo di tutti gli strumenti necessari per la formazione il re-skilling dei dipendenti e quanto altro necessario per sostituite l’hardware di un computer obsoleto. Come? Immaginando modelli, verificandoli ex novo e disegnando ma con il controllo delle menti pensati di questo paese, avendo a mente la Costituzione, i diritti fondamentali dell’uomo ed i principi e le direttive europee così come i 17 obiettivi che i paesi del mondo hanno sottoscritto, ma letteralmente bypassando e abrogando per quanto di ragione tutte le disposizioni burocratiche che di fatto lo impedirebbero. Non è facile e a dirla così sembrerebbe utopico, ma se ci pensate bene è assolutamente fattibile e si può approfondire il discorso in ogni settore. Dalla riforma della PA, al sistema degli appalti Pubblici, alla cooperazione tra Pubblico e Privato, alla modifica del sistema sanitario e a quello dei pagamenti e dei permessi, usando la tecnologia ad impronta e con il necessario e indispensabile controllo umano.

Questo processo eminentemente etico e morale confermerebbe la primazia dell’intelletto di fronte alla ignoranza.  

E veniamo alla bellezza, che si sprigiona non solo da una immagine, da un paesaggio, dal cielo stellato, o da un’opera artistica, viene generata tutte le volte che riusciamo a realizzare qualcosa di grande e di utile per il prossimo e per l’ecosistema. In quest’ottica bene e bellezza sono uniti indissolubilmente in un sistema dopaminergico raffinato e pretenzioso che nessun computer è in grado di replicare. Ciò porterebbe ad un benefico e contagioso effetto specchio-sinaptico (per dirla con Maira nel suo libro “il cervello è più grande del cielo”), che con un approccio interamente antropocentrico costruirà il difficile percorso verso le sponde più sicure del nostro intero mondo. L’Europa s’è desta! Il mondo s’è desto!

Prof. Avv. Stefano Crisci