L’A.A.S. Arbitro Assicurativo IVASS

Al via lo strumento di ADR per le controversie assicurative.

L’Ivass, Istituto per la Vigilanza sulle assicurazioni sta per inaugurare finalmente il suo strumento di A.D.R.

Una data ufficiale non c’è ancora, ma questa si preannuncia imminente.

E difatti anche in materia assicurativa si pone l’esigenza di ridurre i numeri del contenzioso che affluisce in Tribunale e dinnanzi il Giudice di Pace.

L’arbitro sarà quindi competente a decidere le liti in materia di prodotti assicurativi nelle materie della responsabilità civile, assicurazione vita e danni.

Non sono previsti costi, ed in caso di soccombenza il cliente non rischia una condanna alle spese di lite nei confronti della controparte.

Presupposti principali per presentare ricorso all’A.A.S. sono:

  • La preventiva presentazione di un reclamo contro l’intermediario sui medesimi fatti oggetto di ricorso;
  • L’assenza di necessità di farsi rappresentare da un avvocato che si occupi di assicurazioni (https://www.avvocatocivilistaroma.it/larbitro-assicurativo-dellivass-sinistro-causa-assicurazione/ )
  • La natura documentale del procedimento, ovvero non vi deve essere necessità di assumere prove o perizie (se serve sentire un testimone, bisogna rivolgersi alla giustizia ordinaria);
  • Il limite di valore della lite: con un prossimo decreto saranno previsti i valori massimi oggetto delle pratiche che possono essere decise dall’AAS.

La natura della decisione dell’A.A.S.

Le decisioni dell’A.A.S. saranno sempre non vincolanti, ovvero tanto il cliente insoddisfatto dalla decisione potrà rivolgersi alla giustizia ordinaria, quanto la compagnia assicurativa potrà disattendere la decisione arbitrale che la condanna.

Come per le decisioni ABF e ACF, si può parlare – più che di un vero arbitrato – di una pronuncia di prognosi sull’esito possibile della lite dinnanzi alla giustizia ordinaria: conoscendo prima e senza spese o rischi dove approderebbe la lite, entrambe le parti hanno validi motivi per definire immediatamente la controversia stessa senza aggravi di costi, tempi e rischi.

Ma se la decisione dell’A.A.S. non è vincolante, sarà rispettata dalle compagnie assicurative?

Come già riscontrato nelle esperienze dell’ABF e dell’ACF, l’autorità di vigilanza conta sull’efficacia della sanzione reputazionale per l’intermediario inadempiente.

Ovvero, la pubblicazione delle decisioni di condanna e la relativa pubblicità (negativa) per l’operatore, di solito risultano sufficienti a garantire ampia adesione alle decisioni degli organismi di ADR con natura decisoria.

La tesi, tuttavia, scricchiola alla luce dei recenti frequenti inadempimenti degli intermediari rispetto alle decisioni dell’ABF (si pensi alle decisioni in materia di applicazione della sentenza Lexitor sulla cessione del quinto dello stipendio e della pensione) e alle decisioni dell’ACF (si pensi alle decisioni relative le banche oggetto di procedure di risoluzione o le decisioni contro la Banca Popolare di Bari sulle azioni proprie).

Il rapporto con ABF e ACF

Lo strumento si pone al fianco delle strutture:

  • dell’ABF della Banca d’Italia, competente per le controversie bancarie;
  • dell’ACF della Consob, competente per le controversie in materia di finanza e prestazione di servizi di investimento;

Si pongono questioni di possibile sovrapposizione delle competenze tra questi diversi strumenti, e si pensi alle polizze CPI (credit protection insurance, ovvero le polizze a protezione di mutui e finanziamenti) a cavallo tra AAS e ABF, o delle polizze index linked (prodotti assicurativi che si collocano talvolta in una zona grigia tra la materia assicurativa e la materia finanziaria), a cavallo tra AAS e ACF.

La Redazione

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