La Conciliazione Monocratica

La Conciliazione Monocratica come strumento extragiudiziale nella risoluzione delle controversie tra le parti nel rapporto di lavoro.

Ritengo sia opportuno evidenziare alcuni strumenti del mondo del lavoro a tutela sia di lavoratori che di datori di lavoro.

La conciliazione monocratica rientra tra gli strumenti di risoluzione extragiudiziale delle controversie tra le parti del rapporto di lavoro: con questo strumento viene promossa la possibilità che le parti di un rapporto di lavoro trovino un accordo senza la necessaria audizione di altri Organi statali quali, per esempio, l’autorità giudiziaria.

La conciliazione monocratica rappresenta per tutti i soggetti coinvolti un adempimento facoltativo e pertanto l’ispettore nel corso dell’accesso ispettivo o a seguito della denuncia del lavoratore può decidere se proporre la conciliazione monocratica; il datore di lavoro può altresì decidere se aderire o meno alla conciliazione, consapevole che, in caso di mancata adesione, si avvierà o proseguirà l’accesso ispettivo.

L’intervento conciliativo può avere ad oggetto tutte le tipologie contrattuali private quali ad esempio il rapporto di lavoro subordinato, anche in somministrazione, rapporto parasubordinato, il lavoro autonomo.

Il datore di lavoro pertanto, quando convocato per una conciliazione monocratica può:

  1. aderire alla conciliazione e, in caso di esito positivo, viene bloccata l’attivazione o la prosecuzione degli accertamenti ispettivi;
  2. non aderire alla conciliazione e attendere l’attivazione o la prosecuzione dell’accertamento ispettivo.

I Soggetti necessari coinvolti in un procedimento di conciliazione monocratica sono il lavoratore e/o collaboratore, il datore di lavoro e l’Organo ispettivo nella figura dell’ispettore del lavoro.

Eventuali soggetti che possono intervenire alla conclusione del procedimento sono il giudice del lavoro per l’ottenimento dell’esecutività dell’accordo, le parti sociali, Avvocati e Consulenti del lavoro; la partecipazione alla conciliazione prevede quindi la possibilità di portare documentazione a sostegno delle proprie ragioni.

La conciliazione monocratica può attivarsi attraverso due forme:

Preventiva, per la quale la precondizione è che vi sia stata la richiesta di intervento ispettivo da parte del lavoratore o dell’organizzazione sindacale che lo rappresenta;

Contestuale, per la quale la precondizione è che sia stato attivato un accesso ispettivo, nell’ambito dell’attività di vigilanza.

In generale la conciliazione monocratica presuppone la necessità di una regolarizzazione per eventuali tipi di illiceità contrattuali quali il lavoro ‘‘in nero’’ oppure lo svolgimento di un rapporto di lavoro (in essere) svolto con modalità diverse da quelle indicate dal contratto e/o derivanti dal CCNL.

La conciliazione preventiva prevede il seguente iter così come segue:

– denuncia dell’illecito o controversia contrattuale da parte del lavoratore;

– convocazione da parte dell’ITL per effettuare il tentativo di conciliazione.

E quindi gli scenari che potranno configurarsi sono due:

in caso di accordo, il verbale acquisisce piena efficacia ed estingue il procedimento ispettivo a condizione comunque che il datore di lavoro provveda al pagamento delle somme dovute al lavoratore e al versamento dei contributi previdenziali epremi assicurativi riferiti alle somme concordate in sede di conciliazione;

in caso di mancato accordo si fa seguito all’accertamento ispettivo.

La conciliazione contestuale prevede il seguente iter così come segue:

– accesso ispettivo in azienda;

– proposta dell’ispettore di procedere alla conciliazione.

Anche qui si aprono due ipotetici scenari quali:

l’accettazione e volontà delle parti a partecipare alla conciliazione e quindi si riporta allo svolgimento della conciliazione con le regole sopra delineate;

la non accettazione delle parti alla conciliazione e pertanto si prosegue con l’ispezione; il lavoratore ha comunque la possibilità di adire in giudizio tutelandosi nelle opportune sedi.

Per quanto riguarda i tempi per la conclusione della procedura monocratica, il conciliatore non è soggetto alle limitazioni temporali previste per la definizione delle vertenze dinanzi alla Commissione di conciliazione.

Il verbale della conciliazione può contenere l’applicazione delle sanzioni connesse alle irregolarità dedotte (ad es. sanzioni per lavoro irregolare).

Riferimenti normativi e giurisprudenziali:

Art. 97 Costituzione

Art. 1965 c.c.

Artt. 474 e 480 c.p.c.

L. 24 novembre 1981 n. 689

D.Lgs. 23 aprile 2004 n. 124

D.L. 16 luglio 2020 n. 76

ML circ. 24 giugno 2004, n. 24

INPS circ. 20 settembre 2004 n. 132

ML Direttiva 18 settembre 2008

ML circ. 26 novembre 2009 n. 36

INL circ. 25 settembre 2020, n. 4

Cass. Civ., Sez. Lav., n. 9271/2019

Stefano Capuano

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