L’Anac contro la riforma del Codice degli Appalti di Conte

Secondo il Presidente dell’ANAC, Francesco Merloni, le deroghe indiscriminate possono ingenerare solo caos.

«…sembrano riaffacciarsi in questi giorni ipotesi rischiose come quelle di un largo utilizzo dei “supercommissari’” del “modello Genova” per alcuni appalti sopra soglia, con amplissime deroghe, e l’affidamento diretto fino a 150.000 euro senza alcuna consultazione delle imprese. Non è togliendo le regole che il sistema funziona meglio. Al contrario, le deroghe indiscriminate creano confusione e le imprese non hanno punti di riferimento e si rischia di favorire la corruzione e la paralisi amministrativa». Queste sono le allarmate parole del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Francesco Merloni, alla presentazione della relazione annuale.

Sempre secondo il Presidente Merloni, dal “Decreto sbloccacantieri” del 18 aprile del 2019, non è arrivato nessun beneficio, e il «…rischio di uno sblocca cantieri-bis, con le stesse problematiche. Le perplessità che l’Autorità aveva su quel decreto trovano una conferma nei dati: a fronte di una crescita del mercato del 23%, quella degli appalti sotto soglia, oggetto delle semplificazioni normative, è stata di poco oltre il 10%. Dunque, non si è avuto nessun beneficio concreto, e il dato non deve stupire più di tanto: i cantieri più piccoli non avevano alcuna necessità di sblocco, perché già ci sono gli strumenti per avviare e chiudere velocemente le gare»

Osservando ora i dati che riguardano gli appalti in Italia, quest’anno il calo è stato di circa 18 miliardi rispetto all’anno precedente.

La regione più colpita da questo calo è stata la Lombardia con una flessione in valori assoluti di 10mld, -63%. Al contrario di alcune Regioni che nei primi quattro mesi di questo 2020 hanno registrato addirittura degli incrementi, come il Lazio con un +14% pari a 550mln di valore assoluto, sempre a quanto si legge nella relazione ANAC.

Rispetto a questi dati non certo confortanti, occorre però segnalare che a causa dell’emergenza sanitaria vi sono circa 22mila procedure di gara, per un valore di 23 mld di euro, non ancora perfezionate, non è stato ancora pubblicato il relativo bando o lettere di invito, e dal momento che la percentuale di perfezionamento è prossima al 90%, questo dato complessivo è destinato ad essere meno negativo di quanto possa apparire ad oggi.

Vi è poi la piaga delle infiltrazioni mafiose, tanto più pericolose alla luce dell’emergenza Covid-19.

Nella relazione del Presidente si legge relativamente al trend del fenomeno corruttivo che questo: «è in continuo aumento. Nel 2019 sono stati comunicati 633 provvedimenti di interdittiva Antimafia, contro i 573 del 2018, il 10% in più, e dal 2015 siamo circa a 2.600», sempre Merloni ha spiegato che: «Il dato è molto preoccupante perché le organizzazioni criminali ricorrono sempre più spesso a sistemi corruttivi per raggiungere i loro scopi, approfittando anche delle situazioni emergenziali come quella in corso, con effetti devastanti sul sistema economico e sulle imprese sane, già pesantemente colpite dalla crisi».

Ultimo aspetto ugualmente importante è il rischio di un aumento spropositato dei prezzi con un conseguente calo nella qualità delle forniture.

Il fenomeno si è riscontrato analizzando le forniture e i prezzi prima e dopo emergenza Covid-19.