Le linee guida per la riapertura del 18 maggio

Definite dal governo le Linee Guida per la riapertura in sicurezza delle attività economiche e produttive.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che prevede la riapertura in tutta Italia delle attività economiche e produttive dopo l’emergenza coronavirus e, in continuità con il protocollo condiviso tra le parti sociali del 26 aprile 2020, con i criteri guida dell’INAIL e dell’Istituto Superiore di Sanità, ha definito per ogni singolo settore di attività, gli indirizzi operativi specifici per fornire uno strumento immediato per l’applicazione delle misure di prevenzione e contenimento del rischio da contagio da Covid-19.

Da lunedì 18 non ci saranno più limitazioni allo spostamento all’interno della stessa regione e con la seconda parte della fase 2 potranno riaprire le seguenti attività:

– turistiche (balneazione)

– strutture ricettive

– ristorazione

– servizi alla persona (parrucchieri e estetisti)

– commercio al dettaglio

– commercio al dettaglio su aree pubbliche (mercati, fiere e mercatini degli hobbisti)

– piscine

– palestre

– uffici aperti al pubblico

– servizi di manutenzione al pubblico

– musei, archivi e biblioteche.

La riapertura deve però essere fatta in sicurezza e nel rispetto dei protocolli adottati dalle regioni o, in assenza di quelli regionali, si dovranno applicare le linee di indirizzo nazionale approvate dal consiglio dei Ministri. (In alleg. Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative)

I protocolli definiti con riferimento alla specifica attività, sia in caso di nuova adozione sia che vadano ad integrare eventuali procedure operative già in uso, possono costituire un addendum del documento di valutazione dei rischi (DVR) redatto ai sensi del DLgs.81/2008.

Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida determinerà “la sospensione dell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza” e una sanzione “da euro 400 a euro 3.000, aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo”.