Le nuove linee guida per questo “diverso” Esame di Stato

La Ministra Azzolina ha indicato le linee guida per la prossima sessione dell’Esame di Stato del giugno prossimo.

Il 17 giugno 2020 sarà il fatidico giorno: centinaia di studenti della Scuola secondaria di II grado svolgeranno il tanto atteso e temuto Esame di Stato. Una prova che ha risentito inevitabilmente della crisi causata dal Covid-19. Se, come emerso dalle parole di Giuseppe Conte in occasione della conferenza del 26 aprile 2020, la scuola riaprirà oramai a settembre, è altrettanto vero che la Ministra Azzolina è riuscita a delineare, prima della data spartiacque del 18 maggio 2020 fissata come data eventuale di ripresa delle attività didattiche in presenza, (D.L. n. 22 dell’8 aprile 2020), gli aspetti organizzativi degli esami di Stato.
Per quanto concerne la Scuola secondaria di I° grado, la Ministra, ospite a Skuola.net, ha anticipato che i ragazzi saranno coadiuvati dai docenti nella realizzazione di una tesina da consegnare ai docenti stessi del Consiglio di Classe: ci sarà esclusivamente “la consegna della tesina”, i ragazzi “dovranno lavorare con i docenti, poi lo scrutinio”.
Nell’ambito dello stesso incontro ha delineato le modalità dell’Esame di Stato della Scuola secondaria di II° grado: la prova inizierà il 17 giugno; un massimo di 5 candidati in una giornata e consisterà in un colloquio orale in presenza; verrà assegnato più valore al percorso formativo del triennio, portando i crediti acquisiti a 60 punti e riservando così solo 40 punti al colloquio orale, che prenderà spunto da un argomento scelto dal candidato e concordato con i membri della commissione composta da 6 membri interni più il presidente esterno (ordinanza ministeriale n. 197 del 17 aprile 2020).
In questi giorni, numerose sono state le polemiche inerenti la volontà della Ministra di garantire agli studenti della Scuola secondaria di II° grado una prova, seppur modificata, in presenza. Non è facile per chi debba prendere delle decisioni riuscire a far coesistere le indicazioni dei vari Comitati tecnico scientifici con i dubbi degli studenti, dei docenti e delle famiglie.
Quello che è certo è che l’Esame di Stato rappresenta, nella crescita personale di ogni studente, una tappa fondamentale del processo evolutivo, la prima vera occasione che si offre al giovane di assemblare quel misto di preparazione, gestione dell’emotività, coraggio, e in alcuni casi una buona dose di sfrontatezza, nell’affrontare il primo vero importante esame. La soluzione adottata di non rinunciarvi rappresenta pertanto l’unica plausibile per non privare lo studente di tale opportunità che sarà formativa per il resto della vita. Come raccontava il grande Edoardo De Filippo: “Gli esami non finiscono mai” e per gli studenti è importante iniziare a misurarsi con essi e imparare a gestirli nel migliore di modi.
In attesa dell’ordinanza ministeriale della settimana prossima, che confermi quanto preannunciato, non resta che augurare a tutti gli studenti un grande in bocca al lupo, perché sicuramente questo esame resterà impresso nella storia della scuola italiana e (a lungo) nella loro memoria personale.