L’estate d’oro dello sport italiano

Ripercorriamo questa estate d’oro per lo sport italiano: dagli Europei di calcio alle Paralimpiadi di Tokio.

Apriamo oggi una nuova pagina all’interno del nostro magazine: il mondo sportivo. Ogni settimana una finestra sul mondo dello sport, ma non lo faremo pensando che in Italia ci sia solo il calcio, vogliamo al contrario dare voce agli sport minori. Parleremo di calcio, ma parleremo anche di quegli sport minori che tante soddisfazioni ci regalano ma dei quali ci ricordiamo solo in poche occasioni. La sezione sport che si apre oggi sarà coordinata e curata da Massimiliano Sciarra che inizia così la sua collaborazione con Fiscolexnews.online.

Buona lettura.

Il Direttore

Quella che sta per concludersi è stata e resterà un’estate sportiva segnata di azzurro. A pieno titolo possiamo davvero, e ancora una volta, definirla: “l’estate d’oro dello sport italiano” che ha contribuito a fornire un’ulteriore carica morale ed emotiva ad un popolo falcidiato dai nefasti eventi dell’ultimo anno e mezzo, tanto da farci a tratti dimenticare tutta la sofferenza vissuta a cavallo di questo biennio.

Ci siamo emozionati con la nazionale di Roberto Mancini, che ai nastri di partenza di Euro2020 non partiva certo come favorita, ma nemmeno come outsider. Al contrario invece, hanno ritrovato antiche emozioni le celebri note di “Notti magiche”, di Edoardo Bennato e Gianna Nannini, a 30 anni di distanza, in quello che è poi passato alle cronache come il campionato europeo vinto dall’Italia in Inghilterra, contro l’Inghilterra.

La squadra italiana è riuscita a concludere il suo cammino con un percorso netto, non lasciando neanche le briciole agli avversari. Un percorso iniziato a Roma e concluso a Londra, nel mitico stadio di Wembley. A turno: Turchia, Svizzera, Galles, Austria, Belgio, Spagna e Inghilterra sono state sconfitte per mano di Lorenzo Insigne e compagni, che hanno permesso alla selezione azzurra di bissare l’unico successo in Europa ottenuto nel lontano 1968 nella splendida cornice dello stadio Olimpico di Roma con Pietro Anastasi e Gigi Riva autori dei due gol con i quali superammo la Jugoslavia nella finale bis.

Ci siamo poi inorgogliti davanti alle 40 medaglie conquistate alle Olimpiadi di Tokyo. Gli atleti azzurri impegnati in Giappone, seppur partendo in sordina, hanno ribaltato qualsiasi pronostico ed abbattuto il precedente record di 36 medaglie di Los Angeles 1932 e Roma 1960. A farci battere in particolar modo il cuore sono stati gli storici ori ottenuti da Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi. Il primo ha registrato il nuovo record italiano ed europeo sui 100 metri, fermando il cronometro a 9″80. Il secondo è letteralmente volato tra le stelle per finirci, tra le stelle. Con 2 metri e 37 Tamberi ha infatti conquistato l’oro ex equo con il suo grande amico Mutaz Barshim.

Non certo di minore importanza, anzi, gli allori vinti in discipline più esotiche come il taekwondo, con l’oro strappato da Vito Dell’Aquila, e il karate kumite, grazie a Luigi Busà. Ce ne sarebbero tante altre di storie legate a questa edizione giapponese, purtroppo svoltasi senza pubblico per fronteggiare la crisi pandemica che ha colpito il Giappone, ma non basterebbero solo poche righe per raccontarle tutte

Chi non aveva brillato in queste Olimpiadi nipponiche sono state invece le ragazze azzurre del volley. La squadra allenata da Davide Mazzanti è stata forse la grande delusione di Tokyo. Le ragazze della pallavolo si sono fermate prematuramente ai quarti di finale, dovendosi arrendere alla Serbia. Anche qui però le ragazze hanno saputo prontamente riscattarsi, riscatto puntualmente arrivato con l’appuntamento europeo. Le azzurre hanno riportato in Patria un titolo che mancava dal lontano 2009, battendo in finale proprio la Serbia, che le aveva estromesse dal titolo olimpico, per di più riuscendoci proprio nella loro Belgrado. Tra le protagoniste assolute di questa trionfante cavalcata c’è Paola Egonu, eletta migliore giocatrice del torneo. La pallavolista nata a Cittadella nel 1998 era finita nell’occhio del ciclone dopo la delusione olimpica, per questo il peso dell’Europeo riconquistato dalla italvolley femminile dopo 12 anni assume un valore ancora maggiore proprio per la più rappresentativa atleta di questa meravigliosa squadra.

Ultimi, non certo per importanza, ma perché meritano un commento particolare, una infinita nota di merito va a tutti quei ragazzi e ragazze impegnati nei Giochi Paralimpici. Anche qui i nostri atleti sono stati straordinari, conseguendo traguardi impensabili considerando le disabilità di cui purtroppo sono portatori per le disgrazie della vita.

Disgrazie che parafrasando la frase di una recente campagna pubblicitaria televisiva: la loro vita non sarà una vita normale, ma potrà essere una vita straordinaria.

Come straordinarie sono state la 69 medaglie vinte, frantumando il precedente record di 39 ottenuto a Rio nel 2016. Il nuoto è stato grande protagonista, ma emozioni uniche sono arrivate anche dalla scherma, dall’atletica e dal ciclismo.

Spesso ci si ricorda di questi atleti solo all’Interno di manifestazioni così prestigiose, quando compiono un’impresa tale da far parlare tutti. In realtà questi ragazzi compiono un’impresa ogni giorno della loro esistenza, non abbandonandosi mai alle mancanze con cui devono convivere. L’Olimpiade, al di là della vittoria o meno, della conquista o meno di una medaglia, rappresenta per ogni atleta paralimpico solo l’ultimo step di un lavoro per ben più complesso. Meritano quindi maggiore attenzione e spazio sulle cronache locali, senza dover aspettare ogni 4 anni che si mettano in mostra.

E noi di Fiscolexnews intendiamo fare questo.

Massimiliano Sciarra

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