Malattia e conservazione del posto di lavoro

È legittimo il licenziamento intimato con ritardo rispetto alla scadenza del periodo di comporto.

È legittimo il licenziamento intimato con ritardo rispetto alla scadenza del periodo di comporto quando il Datore di lavoro ha impiegato quello spazio temporale per verificare la compatibilità della malattia con le prestazioni richieste al dipendente.

È quanto emerge dalla lettura dell’ordinanza n. 18960/2020 della Corte di Cassazione.

La sentenza in esame affronta il tema del recesso per superamento del periodo di comporto, che rappresenta una forma speciale di cessazione del rapporto di lavoro che trova la sua disciplina nel secondo comma dall’articolo 2110 del Cod. civ..

Art. 2110 Cod. civ. – Infortunio, malattia, gravidanza, puerperio.

  1. In caso di infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge (o le norme corporative) non stabiliscono forme equivalenti di previdenza o di assistenza, è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o un’indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali (dalle norme corporative), dagli usi o secondo equità.
  2. Nei casi indicati nel comma precedente, l’imprenditore ha diritto di recedere dal contratto a norma dell’art. 2118, decorso il periodo stabilito dalla legge, dagli usi o secondo equità.
  3. Il periodo di assenza dal lavoro per una delle cause anzidette deve essere computato nell’anzianità di servizio.

Art. 2118 Cod. civ. – Recesso dal contratto a tempo indeterminato.

  1. Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti (dalle norme corporative), dagli usi o secondo equità.
  2. In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto, verso l’altra parte, a un’indennità equivalente all’importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso.
  3. La stessa indennità è dovuta dal datore di lavoro nel caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro.

Ebbene, una recente sentenza della Corte di Cassazione affronta la questione della tempestività dell’esercizio del potere datoriale di risoluzione del rapporto fondato sul superamento del periodo di comporto: Cass. Lav. n. 18960/2020. Il licenziamento intimato con ritardo rispetto alla scadenza del periodo di comporto può considerarsi legittimo, qualora il Datore di lavoro abbia impiegato quello spazio temporale per verificare la compatibilità della malattia con le prestazioni richieste al dipendente.

Nel caso di specie, superati dodici mesi di malattia previsti dal CCNL, il lavoratore ha fatto rientro in servizio e il Datore (una Società) ha proceduto a interrompere il rapporto, trascorso un ulteriore consistente periodo. Solo dopo una nuova assenza per malattia del dipendente, cui aveva fatto seguito un ulteriore periodo di servizio attivo, il Datore ha deciso di intimare il licenziamento per superamento del periodo di comporto.

Il lavoratore, nell’impugnare il licenziamento, non ha contestato l’effettività delle giornate di assenza per malattia, dolendosi invece della tardività dello stesso, perché intimato a distanza di mesi dalla maturazione del periodo di comporto, quando aveva ripreso servizio senza chiedere ulteriori aspettative per ragioni di salute ed alternando periodi di servizio a periodi di malattia.

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha accolto il reclamo nell’interesse del Datore di lavoro ed ha rigettato la domanda del dipendente, che aveva chiesto si accertasse l’illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo in relazione all’avvenuto superamento del periodo di comporto ai sensi dell’art. 32 comma 7 del C.C.N.L. Mobilità Area Contrattuale Attività Ferroviarie e dell’art. 2110 Cod. civ.

Con la sentenza in esame, nel confermare (e rendere così definitiva) la pronuncia della Corte reggina favorevole alla Società datrice di lavoro, gli Ermellini hanno dato seguito a quella giurisprudenza – correttamente applicata dal Collegio di merito – che ha chiarito in che modo la tempestività del recesso refluisca sulla sua legittimità, nel caso in cui lo stesso sia intimato in relazione all’avvenuto superamento del periodo di comporto.

La giurisprudenza di legittimità è orientata a ritenere (v. Cass. 12/10/2018 n. 25535 e anche Cass. 28/03/2011 n. 7037) che:

a) il requisito della tempestività non può risolversi in un dato cronologico fisso e predeterminato, ma costituisce oggetto di una valutazione di congruità – non sindacabile in Cassazione ove adeguatamente motivata – che il Giudice di merito deve operare caso per caso, con riferimento all’intero contesto delle circostanze significative;

b) sarà il lavoratore invece a dover provare che l’intervallo temporale tra il superamento del periodo di comporto e la comunicazione di recesso ha superato i limiti di adeguatezza e ragionevolezza, così da far ritenere la sussistenza di una volontà tacita del Datore di lavoro di rinunciare alla facoltà di recedere dal rapporto;

c) a differenza del licenziamento disciplinare, che postula l’immediatezza del recesso a garanzia della pienezza del diritto di difesa all’incolpato, nel licenziamento per superamento del periodo di comporto per malattia, l’interesse del lavoratore alla certezza della vicenda contrattuale va contemperato con quello del Datore di lavoro a disporre di un ragionevole spatium deliberandi, in cui valutare convenientemente la sequenza di episodi morbosi del lavoratore, ai fini di una prognosi di sostenibilità delle sue assenze in rapporto agli interessi aziendali. In tale caso, il giudizio sulla tempestività del recesso non può conseguire alla rigida applicazione di criteri cronologici prestabiliti, ma costituisce valutazione di congruità che il Giudice deve compiere caso per caso, apprezzando ogni circostanza al riguardo significativa.

Stefano Capuano

Richiedi una consulenza

Fiscolexnews oltre ad offrire ai propri lettori informazioni e aggiornamenti sui principali argomenti in materia fiscale, legale e del mondo dell’impresa, implementa il proprio servizio offrendo la sezione “Richiedi una consulenza”. Sarai messo in contatto diretto con i nostri esperti nelle varie materie, che saranno pronti a fornire consulenze mirate e specifiche su quesiti ad hoc.