Modello EAS, scadenza del 30 giugno 2020

Con il Decreto Cura Italia, D.L. n. 18 del 17 marzo 2020, convertito con modificazioni nella Legge 27/2020, è stata prorogata al 30 giugno 2020 la presentazione del Modello EAS, originariamente prevista al 31 marzo 2020.

Al fine di consentire all’Amministrazione Finanziaria di verificare l’esistenza o la permanenza dei requisiti affinché gli enti associativi possano beneficiare delle agevolazioni di cui all’art. 148 TUIR e dell’art. 4, D.P.R. 633/1972, gli stessi enti, debbono comunicare le variazioni intervenute nel periodo di imposta precedente, tramite il Modello EAS.

Nel merito è utile richiamare i seguenti documenti di prassi:

Circolare nr. 12/E del 9 aprile 2009 Agenzia Entrate(…per avvalersi delle disposizioni di cui ai menzionati articoli 148 del TUIR e 4 del DPR n. 633 che escludono dalla imposizione, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, i contributi, le quote e i corrispettivi, pagati alle associazioni, la norma in commento ribadisce la necessità che gli enti associativi interessati posseggano i “requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria.)

Circolare 45/E del 29 ottobre 2009 Agenzia Entrate – Modello Enti Associativi (EAS) – chiarimenti  Il codice ETS (D.Lgs.11/2017) ha previsto che gli Enti che si iscriveranno al RUNTS non dovranno più procedere all’invio del modello EAS (dal periodo di imposta successivo all’autorizzazione della Commissione UE e non prima del periodo di imposta successivo all’operatività del RUNTS) che rimane in vigore per gli enti che non si iscriveranno al RUNTS.

Soggetti interessati all’invio del modello EAS anche in forma semplificata:

  • associazioni che richiedono agli associati la quota associativa;
  • associazioni che pongano in essere uno scambio di natura economica con i propri associati offrendo loro beni o servizi verso corrispettivo.
  • associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, diverse da quelle espressamente esonerate;
  • associazioni di promozione sociale iscritte nei registri (Legge 383/2000);
  • organizzazioni di volontariato iscritte nei registri (Legge 266/1991), diverse da quelle esonerate per la presentazione del modello;
  • associazioni iscritte nel registro delle persone giuridiche tenuto dalle prefetture, dalle regioni o dalle province autonome (Dpr 361/2000);
  • associazioni religiose riconosciute dal Ministero dell’Interno come enti che svolgono in via preminente attività di religione e di culto, nonché le associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese;
  • movimenti e i partiti politici tenuti alla presentazione del rendiconto di esercizio per la partecipazione al piano di riparto dei rimborsi per le spese elettorali (Legge 2/1997) o che hanno comunque presentato proprie liste nelle ultime elezioni del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo;
  • associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel CNEL nonché le associazioni per le quali la funzione di tutela e rappresentanza degli interessi della categoria risulti da disposizioni normative o dalla partecipazione presso amministrazioni e organismi pubblici di livello nazionale o regionale, le loro articolazioni territoriali e/o funzionali gli enti bilaterali costituiti dalle anzidette associazioni gli istituti di patronato che svolgono, in luogo delle associazioni sindacali promotrici, le attività istituzionali proprie di queste ultime;
  • ANCI, comprese le articolazioni territoriali;
  • associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione della ricerca scientifica individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (per esempio, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro);
  • associazioni combattentistiche e d’arma iscritte nell’albo tenuto dal Ministero della Difesa;
  • federazioni sportive nazionale riconosciute dal CONI.

Gli Enti esonerati:

  • organizzazioni di volontariato iscritte ai Registri (legge 266/91) che svolgono solo attività istituzionali oppure che, svolgendo attività commerciali e produttive, realizzano solo quelle marginali (Decreto Ministro delle Finanze 25 maggio 1995);
  • Onlus di opzione;
  • ONG;
  • Pro Loco che hanno optato per il regime previsto dalla legge 398/91.

Il modello EAS non va presentato nel caso in cui le variazioni intervenute abbiano riguardato (ad esempio):

  • dati anagrafici dell’ente e/o del rappresentante legale nel caso in cui siano già stati comunicati attraverso i modelli AA5/6 (per i soggetti non titolari di partita IVA) e AA7/8 (per i soggetti titolari di partita IVA) (risoluzione n. 125/E del 6 dicembre 2010 – Agenzia Entrate);
  • importi relativi a proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità e messaggi pubblicitari per la diffusione di beni e servizi (punti 20 e 21 modello EAS) (il modello EAS va presentato se l’associazione che ha dichiarato nel primo modello EAS di non aver percepito alcun provento derivante da attività di pubblicità o sponsorizzazione ha invece percepito  proventi da attività di sponsorizzazione nel periodo di imposta di riferimento del modello EAS in scadenza);
  • numero dei giorni delle manifestazioni per la raccolta di fondi (punto 33 modello EAS) (il modello EAS va presentato se nel primo modello l’ente ha dichiarato di non organizzare attività di raccolta fondi mentre nel corso del periodo di imposta di riferimento del modello EAS ha organizzato una manifestazione di raccolta fondi);
  • dati relativi alla media delle entrate degli ultimi tre esercizi, al numero di associati nell’ultimo esercizio, all’ammontare delle erogazioni liberali ricevute o all’importo dei contributi pubblici ricevuti (punti 23, 24, 30, 31 modello EAS).

L’invio del Modello EAS viene eseguita con modalità telematica  direttamente da parte dell’associazione (se abilitata ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate) o tramite intermediario abilitato.

La remissione in bonis – Nell’ipotesi di omesso invio del modello EAS entro la scadenza prevista, gli Enti potranno avvalersi della procedura di cui al D.L. 16/2012, convertito in L. 44/2012, che prevede l’invio tardivo (entro comunque il termine della prima dichiarazione dei redditi il cui termine scade successivamente al termine di presentazione del modello EAS) ed il  versamento di sanzione.

Claudia Miliucci