Napoli al comando, milanesi dietro e Juventus in zona retrocessione

La quarta giornata di campionato conferma la crisi della Juventus e conferma il Napoli che, sotto la guida pratica e concreta di Spalletti, nutre ambizioni tricolori.

Anche la quarta giornata di serie A è andata in archivio. Il turno appena concluso ha visto diverse sorprese in testa alla classifica, ma anche in coda sono arrivati risultati inaspettati. Tra i punteggi di rilievo spicca il tennistico 6-1 dell’Inter sul Bologna, il colpaccio dell’Hellas Verona sulla Roma, piegata 3-2 e il pareggio per 1-1 nel big match di domenica sera tra Juventus e Milan. Ma andiamo con ordine, partendo dall’anticipo dell’anticipo giocato venerdì sera al Mapei Stadium di Reggio Emilia.

La giornata calcistica si è infatti aperta col successo del Torino sul campo del Sassuolo. La squadra di Ivan Juric ha prevalso su quella di Alessio Dionisi per una rete a zero. Una partita giocata a viso aperto da ambedue le compagini, premiando nel finale la squadra più caparbia e decisa a portare a casa l’intera posta in palio. Il gol del successo ospite è arrivato grazie al redivivo Marko Pjaca, decisivo sul finale di disputa con un tiro a giro che non può lasciare scampo all’incolpevole Consigli, freddato sul palo più lontano. Nel complesso una vittoria ampiamente meritata quella del Toro, che infila il primo successo lontano da Torino e il secondo consecutivo dopo il rotondo 4-0 rifilato alla Salernitana una settimana fa. A Dionisi e il suo Sassuolo resta invece solo l’amaro in bocca di una partita giocata sottotono rispetto agli standard a cui ci avevano abituato i neroverdi, incassando il secondo stop di fila dopo quello all’ultimo secondo rimediato contro la Roma.

Da Reggio Emilia ci spostiamo poi a Genova, dove arriva un altro successo in trasferta di importanza rilevante. Allo stadio Luigi Ferraris è la Fiorentina di Vincenzo Italiano a fare la voce grossa contro i padroni di casa del Genoa. Dopo l’estate travagliata e la querelle Gattuso in pochi avrebbero scommesso sui Gigliati di Italiano, in piena zona Champions grazie alle tre vittorie ottenute fin qui. L’ultima di questo trittico porta in eredità i nomi di Ricky Saponara e Giacomo Jack Bonaventura, autori nella seconda metà di gioco dei gol da 3 punti per i loro compagni. Difficile dire se la società di Rocco Commisso resterà ai vertici del campionato fino in fondo. Certamente, però, sulle rive dell’Arno erano diversi anni che non si respirava un’aria così leggera dando una sguardo alla graduatoria. Per il Grifone serve a poco il gol a tempo scaduto di Mimmo Criscito, valido più che altro per le statistiche.

A San Siro l’Inter gioca a tennis contro il malcapitato Bologna dell’ex Sinisa Mihajlovic. La squadra di Simone Inzaghi riscatta il passo falso in Champions contro il Real Madrid e si rifà con gli interessi a discapito dei Felsinei. Il computo di 6-1 non lascia spazio a fantasie e dubbi, certificando lo strapotere nerazzurro e attestando i ragazzi di Simone Inzaghi come seri candidati per riconfermarsi campioni d’Italia. Sugli scudi c’è Edin Dzeko, artefice degli ultimi due sigilli di gara e alla prima doppietta ufficiale col Biscione sul petto. Il bosniaco rimanda al mittente le prime critiche da quando è sbarcato nella città meneghina, rispondendo sul campo con due marcature di notevole fattura. Troppa Inter per il Bologna. Mihajlovic e i suoi non hanno rimpianti contro un avversario di gran lunga superiore, ma dovranno rimboccarsi le maniche per raggiungere una tranquilla salvezza.

Il sabato si è poi concluso con la vittoria di misura dell’Atalanta, corsara all’Arechi di Salerno per merito della zampata di Zapata. Il colombiano ha avuto il merito di regalare a Gasperini i 3 punti e di regolare i Granata campani ad un quarto d’ora dal triplice fischio finale. I bergamaschi tornano così al successo, mentre è notte fonda per Castori e la sua Salernitana. I Cavallucci Marini non riescono a togliersi di dosso il peso della categoria, così come dimostra lo zero alla voce “punti conquistati”. La Salernitana è così l’unica squadra della massima serie italiana a non essere ancora riuscita ad ottenere un solo punto in classifica.

Nel lunch match della domenica prima vittoria dell’anno per la Sampdoria, ottenuta allo stadio Carlo Castellani di Empoli. Il 3-0 Blucerchiato è marchiato in particolare dalla doppietta di Francesco Ciccio Caputo, protagonista sul terreno di gioco che lo aveva visto primattore in un passato non troppo remoto. I gol dell’ex hanno così dato bottino pieno a mister D’Aversa e rafforzato il pareggio ottenuto contro l’Inter sette giorni prima. Dall’altra parte un Empoli incapace di dare seguito al prestigioso risultato ottenuto contro la Juventus, come se la formazione di Aurelio Andreazzoli si fosse adagiata sugli allori del successo maturato allo Stadium. Per i toscani secondo KO dopo quello contro il Venezia.

Venezia che a sua volta cade a domicilio contro lo Spezia. I Lagunari non bagnano al meglio il ritorno tra le proprie mura amiche, capitolando a tempo ormai scaduto. Al Penzo è Bourabia a consegnare a 50 secondi dal termine i primi tre punti ai Liguri di Thiago Motta. Il franco-marocchino si mette in proprio nel recupero e decide di sbloccare un match destinato al pareggio. Punti pesantissimi per gli Aquilotti in chiave salvezza, mentre Paolo Zanetti e il suo Venezia devono ancora fare i conti con la poca esperienza a disposizione nella massima serie.

Risultati sorprendenti dai due appuntamenti delle 18, che vedevano impegnate le romane contro Hellas Verona e Cagliari. La Roma esce con le ossa rotte dal Bentegodi e conosce la prima sconfitta stagionale. La squadra di Mourinho deve arrendersi alla nuova squadra di Igor Tudor, al quale va dato merito di aver ricompattato un gruppo apparso smarrito con l’uscente Di Francesco. I giallorossi sciupano la ghiotta occasione di restare in testa al gruppone, buttando alle ortiche un primo tempo concluso in vantaggio. Nella ripresa si scatenano gli Scaligeri, capaci di pareggiare e sorpassare gli ospiti nel giro di 5 minuti. Nemmeno l’autogol di Ilic serve ai capitolini per portare a Trigoria almeno un punto. La decide infatti un gol capolavoro, probabilmente il più bello di giornata, di Davide Faraoni. Un tiro sotto la traversa che concede il primo sorriso al club veronese.

Sull’altra sponda del Tevere la Lazio non va oltre il pareggio casalingo contro il Cagliari. Walter Mazzarri, si presenta all’Olimpico quasi 600 giorni dopo l’ultima panchina e per poco non tira un brutto scherzo a Maurizio Sarri e i suoi. Solamente un gol gioiello di Danilo Cataldi salva i Biancocelesti dal secondo KO settimanale dopo quello rimediato in coppa contro il Galatasaray. Per il Cagliari un punto che fa morale, ma resta il rimpianto per aver accarezzato il primo successo della stagione.

Primo successo che sfuma anche per la Juventus. Il big match contro il Milan termina 1-1 e per i bianconeri prosegue il periodo no. Non basta il gol in apertura di Alvaro Morata, perché nella ripresa è un colpo di testa di Ante Rebic a ristabilire l’equilibrio e rimandare la prima gioia per Max Allegri. La Juventus occupa così un sorprendente terzultimo posto in classifica, frutto di due pareggi e due sconfitte. Per il Milan primo stop della stagione, ma un punto che fa comunque brodo considerando dove e come è arrivato. La squadra di Pioli appaia così i cugini dell’Inter a quota 10 punti.

Il turno si è concluso col Monday Night che ha visto il successo del Napoli a Udine. Alla Dacia Arena il club partenopeo passa con un perentorio 4-0 ed è così l’unica squadra in serie A a punteggio pieno. Per Luciano Spalletti una vittoria dal gusto dolcissimo e nostalgico, non solo perché regala al suo Napoli la vetta solitaria del campionato, ma anche perché arriva nella città che lo ha visto crescere ed affermarsi come allenatore, prima di arrivare in piazze più importanti. Gli azzurri salgono così a quota 12 e guardano tutti dall’alto verso il basso.

Massimiliano Sciarra

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