Nulla l’ipoteca dell’Agenzia delle Entrate sugli immobili

Nulla l’iscrizione ipotecaria iscritta dall’Agenzia delle Entrate sui beni immobili del contribuente in difetto di attivazione del contraddittorio con il contribuente.

Buone notizie per i contribuenti. Con l’ordinanza n.18964/2020pubblicata l’11 settembre 2020, la Suprema Corte di Cassazione ha ribadito e consolidato il principio di diritto, già enunciato nell’ordinanza n. 3784/2018 pubblicata il 15 febbraio 2018, in forza della quale è nulla l’iscrizione ipotecaria eseguita dal fisco in assenza del preventivo contraddittorio endoprocedimentale.

Con ricorso per Cassazione un contribuente impugnava la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, di accoglimento dell’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate riscossione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Roma, che aveva accolto il ricorso del contribuente avverso un avviso di iscrizione ipotecaria per mancato pagamento di alcune cartelle esattoriali.

Gli ermellini nella citata ordinanza hanno ritenuto fondato il terzo motivo di ricorso, con il quale il ricorrente ha lamentato la violazione dell’art. 50 comma 2 del D.P.R. n. 602 del 1973, in quanto le cartelle di pagamento, sottese all’impugnato avviso di iscrizione ipotecaria, erano state notificate da oltre un anno, con conseguente obbligo dell’Ufficio di notificare un’intimazione di pagamento ai sensi dell’art. 50 comma 2 del DPR n. 602 del 1973.

Il riferimento normativo invocato dal ricorrente prevede che “se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica, da effettuarsi con le modalità previste dall’articolo 26 del citato decreto, di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni”.

La Corte nell’ordinanza rileva che secondo la giurisprudenza di legittimità l’ipoteca prevista dall’art. 77 del D.P.R. n. 602/1973 può essere iscritta senza necessità di procedere alla notificazione dell’intimazione ad adempiere, di cui al citato art. 50 comma 2, in quanto l’iscrizione ipotecaria non può essere considerata un atto di espropriazione forzata, ma un atto riferito ad una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria (Cass. SS.UU. n. 19667 del 2014). Ciò posto, tuttavia, il giudice di legittimità ritiene che la censura mossa dal ricorrente può qualificarsi in buona sostanza quale denuncia della mancata applicazione dei principi che impongono, anche in materia di iscrizione ipotecaria, il rispetto del contraddittorio endoprocedimentale, non assumendo rilievo la circostanza che il ricorrente abbia invocato una norma in concreto non applicabile, essendo compito del giudice dare adeguata veste giuridica ai fatti ed applicare la normativa che regola i medesimi.

Sulla scorta delle considerazioni che precedono, la Suprema Corte ha sancito il principio di diritto secondo il quale: in tema di riscossione coattiva d’imposta, la giurisprudenza di legittimità è concorde nel ritenere che l’Amministrazione Finanziaria prima di procedere all’iscrizione dell’ipoteca su beni immobili del contribuente, ai sensi dell’art. 77 del D.P.R. n. 602 del 1973, deve inviare al contribuente la comunicazione dell’avvio della procedura di iscrizione ipotecaria, e deve concedere un termine determinabile in 30 giorni, in coerenza con analoghe previsioni normative di cui al citato D.P.R. n. 602/1973, che avendo natura interpretativa possono applicarsi anche all’iscrizione ipotecaria, per consentire al contribuente di presentare osservazioni o effettuare il pagamento.

L’omessa attivazione del contraddittorio endoprocedimentale comporta la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento garantito dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei Diritti fondamentali della Unione Europea, fermo restando, conclude la Corte, che l’iscrizione ipotecaria, attesa la sua natura reale, mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità (cfr. in termini, Cassazione n. 30534 del 2019; Cassazione n. 23875 del 2015).

Marcello Gargiulo

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