Le nuove scadenze fiscali previste nel Decreto Rilancio

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Decreto Rilancio i termini delle scadenze fiscali sono stati dilazionati, ma non tutti. Coinvolti anche cartelle, avvisi bonari e rottamazioni.

Con il decreto rilancio, l’ultimo emesso in ordine cronologico, il Governo ha rivisto (di nuovo) l’argomento scadenze fiscali, rimodulandole ed anzi aggiungendo categorie di scadenze che precedentemente, per dimenticanza e/o altri motivi, non erano state menzionate.

Gli articoli del decreto rilancio che si occupano della questione sono il 126, il 144 e il 154.

Di seguito un rapido excursus delle nuove scadenze.

Art. 126 (F24)

I versamenti degli  F24 del 16/04/2020 e del 16/05/2020 oggetto di sospensione, che erano stati precedentemente prorogati al 30/06/2020 in presenza delle condizioni necessarie, con l’Art. 126 del nuovo decreto sono stati ulteriormente prorogati al 16/09/2020, con possibilità di pagare in un’unica soluzione o con un massimo di 4 rate mensili di pari importo con il versamento della prima rata il 16/09/2020.

Testo Legale: “I versamenti sospesi ai sensi dell’articolo 18, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6 del decreto legge 8 aprile 2020, n. 23, sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020.”

Art. 144 (Avvisi bonari)

Con l’Art. 144 del nuovo Decreto è stata introdotta la sospensione anche degli avvisi bonari; tutti i relativi  versamenti con scadenza dall’ 8 marzo al 31 maggio 2020 possono essere effettuati entro il 16/09/2020, senza applicazione di ulteriori sanzioni ed interessi,  in un’unica soluzione o in 4 rate mensili di pari importo con scadenza il 16 di ciascun mese a partire dal 16/09/2020.

Testo Legale: “I versamenti delle somme dovute ai sensi degli articoli 2, 3 e 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il giorno antecedente l’entrata in vigore del presente decreto, sono considerati tempestivi se effettuati entro il 16 settembre 2020. I versamenti delle somme dovute ai sensi degli articoli 2, 3 e 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, in scadenza nel periodo compreso tra l’entrata in vigore del presente decreto e il 31 maggio 2020, possono essere effettuati entro il 16 settembre 2020, senza applicazione di ulteriori sanzioni e interessi. I versamenti di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo possono essere effettuati anche in 4 rate mensili di pari importo a decorrere da settembre 2020 con scadenza il 16 di ciascun mese.”

Art. 154 (Cartelle esattoriali – Rottamazione-Ter/Saldo e stralcio)

Le cartelle esattoriali e le relative rateazioni con scadenza tra l’ 8 marzo e il 31 agosto (con il primo decreto erano comprese quelle con scadenza fino alla scadenza del 31 maggio), potranno essere sospese e pagate in un’unica soluzione entro il 30/09/2020.

Per quanto infine riguarda le rottamazioni ter e il c.d. saldo e stralcio, le scadenze del 2020 possono essere pagate tutte entro il 10/12/2020 ma esclusivamente nel caso in cui si sia in regola con i versamenti delle scadenze del 2019.

Testo Legale: “Il mancato ovvero insufficiente ovvero tardivo versamento, alle relative scadenze, delle rate, da corrispondere nell’anno 2020, delle definizioni di cui agli articoli 3 e 5 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, all’articolo 16-bis del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e all’articolo 1, commi 190 e 193, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, non determina l’inefficacia delle stesse definizioni se il debitore effettua l’integrale versamento delle predette rate entro il termine del 10 dicembre 2020, al quale non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3, comma 14-bis, del medesimo decreto-legge n. 119 del 2018.”

Una novità è costituita infine dalla possibilità di intervenire di nuovo in dilazione, cosa prima preclusa, per i debiti inseriti nelle definizioni agevolate non regolarmente pagate. Ciò è illustrato bene nella nota illustrativa: “infine, la lett. d), sempre in considerazione della generalizzata difficoltà dei debitori nell’assolvimento delle obbligazioni da ruolo e da avvisi esecutivi, rimuove la preclusione, prevista dalle norme vigenti (Art. 3, comma 13, lett. a, del DL n. 119/2018), alla possibilità di chiedere la dilazione del pagamento dei debiti inseriti nelle dichiarazioni di adesione alle definizioni agevolate di cui alla medesima lettera d) per i quali il richiedente non abbia poi provveduto al pagamento di quanto dovuto”.