Quali sono le agevolazioni previste nel DL Rilancio per le Start Up Innovative

I numeri delle Start Up innovative (così come definite dall’art. 25 D.L. 179/2012, convertito con modificazioni in legge n. 221/2012) identificano una realtà in forte espansione nel nostro Paese. Circa 11.000 nuove Start Up che occupano circa 60 mila impiegati.

Quasi 11 mila realtà (dati del 2019), che impiegano circa 60 mila occupati ed operano, prevalentemente, nell’ambito dei servizi alle imprese con una particolare attenzione al mondo delle nuove tecnologie. Spesso fondate da poco, necessitano ancora di grandi somme di liquidità per affermarsi nei loro mercati di riferimento. Sono le Start Up Innovative, così come definite dall’art. 25 D.L. 179/2012, convertito con modificazioni in legge n. 221/2012).

Le caratteristiche intrinseche di queste attività le rendono particolarmente fragili nel contesto economico creatosi a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Per questo motivo, con il D.L. Rilancio (D.L. n. 34 del 19 maggio 2020), il governo tenta di assicurare un adeguato sostegno economico a queste realtà, nell’intento di non vanificare quanto creato fin dalla promulgazione del D.L. n. 179/2012.

Tutte le misure sono concentrate nell’art. 38 del decreto, rubricato “Rafforzamento dell’ecosistema delle start up innovative” ed hanno come principale obiettivo quello di garantire maggiore liquidità e finanziamenti alle Start Up, non solo nella fase di sviluppo iniziale, ma anche nel proseguito dell’attività, così da rinforzarle patrimonialmente e permetterle di resistere all’impatto della crisi economica.

In questo contesto, l’art. 38 co.1 prevede ulteriori 100 milioni di euro da destinare all’agevolazione “Smart&Start” di Invitalia, strumento utilizzato per finanziare progetti di Start Up emergenti e che, ora, avrà anche il fine di consolidare lo sviluppo di queste società, assicurandone la maturazione e facilitandone la patrimonializzazione.

Il progetto “Smart&Start”, invero, prevede delle condizioni più favorevoli per quelle Start Up localizzate nelle regioni del sud Italia o nel cratere del sisma aquilano. Con l’art. 38 co. 11 queste condizioni vengono estese anche a quelle Start Up con sede nel cratere sismico del centro Italia (allegati 1, 2, e 2bis D.L. 189/2016 convertito con modificazioni in legge n. 229/2016).

Le sole Start Up e PMI innovative vedono riservati altresì 200 milioni di euro del Fondo centrale di garanzia P.M.I. (di cui all’art. 2 co. 100 lett. a) legge n. 662/1996 così come modificata dall’art. 13 D.L. n. 23/2020) con il fine di garantire i crediti concessi dagli istituti di credito in questo periodo emergenziale.

Sempre nell’ottica di consolidare la crescita di questo particolare settore, l’art. 38 co. 2 destina 10 milioni di euro per il finanziamento a fondo perduto per l’acquisizione di servizi forniti dagli “incubatori” o, comunque, da soggetti operanti per lo sviluppo di imprese innovative. Le modalità attuative sono demandate ad un decreto del Ministero dello sviluppo economico da adottarsi entro 60 giorni, così da assicurare altresì la compatibilità tra gli aiuti concessi e la normativa europea sugli aiuti “de minimis” (Reg. UE n. 1407/2013, artt. 107 e 108 TFUE).

Mediante l’art. 38 co. 3 vengono assegnati ulteriori 200 milioni di euro al “Fondo di sostegno al venture capital” (art.1 co. 209 legge n. 145/2018) così da aumentare gli investimenti nel capitale delle Start Up anche mediante la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, secondo modalità che saranno adottate con decreto del Ministero dello sviluppo economico entro 60 giorni.

Sono previsti altresì incentivi per l’investimento in Start Up e PMI innovative da parte di privati persone fisiche. L’art. 38 co. 7 e ss., infatti, introduce una detrazione pari al 50% della somma investita nel capitale sociale di una o più di queste imprese, anche per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio. L’investimento dovrà essere mantenuto per almeno 3 anni e non potrà essere superiore ai 100.000 euro. Anche in questo caso, le modalità attuative sono demandate ad un successivo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, anche per assicurare la compatibilità dello strumento con la normativa europea sugli aiuti “de minimis”.

Nel medesimo intento di incentivare l’investimento nelle Start Up e, quindi, la capitalizzazione delle stesse, sono state dimezzate le soglie per l’ingresso e soggiorno degli investitori extra UE (art. 26bis D.lgs 286/1998 – T.U. immigrazione). Questo strumento, invero, è stato fin ad oggi del tutto inutilizzato, atteso che, come riportato dalla relazione illustrativa al decreto, dal 2017 sono pervenute solamente 15 candidature. Negli intenti del legislatore, dunque, l’abbassamento della soglia di investimento nelle Start Up da 500.000 a 250.000 euro, darà un nuovo impulso alla misura in esame.

Con lo scopo di incentivare la ricerca e lo sviluppo tecnologico, le Start Up innovative sono equiparate alle università ed ai centri di ricerca con riferimento al credito di imposta riconosciuto ai sensi dell’art. 1 co. 200 lett. c) legge n. 160/2019 per i contratti di ricerca extra muros.       

Si segnala, altresì, come sia stata prorogata di 12 mesi la permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle Start Up innovative (di cui all’art. 25 co. 2 D.L. 179/2012 convertito con modificazioni in legge n. 221/2012), così da permettere, anche alle società già attive da più anni, di poter continuare a beneficiare dell’accesso ai maggiori incentivi pubblici in un periodo di generalizzata crisi economica.

Una speciale menzione merita altresì il First playble found, istituito ai sensi dell’art. 38 co. 12, per assicurare un sostegno diretto alla produzione italiana di videogiochi, come già fatto da diversi paesi europei. In particolare questo fondo, dotato inizialmente di 4 milioni di euro, permetterà alle aziende del settore di realizzare il primo prototipo di un videogioco, così da poterlo presentare agli investitori o editori, i quali, a loro volta, finanzieranno la produzione e la commercializzazione del prodotto finale.

Doriana Silvestri