Rassegna della giurisprudenza della Corte di Cassazione (gennaio-febbraio-marzo-aprile 2021) II° parte

Le più recenti sentenze della Corte di Cassazione relative al I° quadrimestre 2021.

Famiglia e minori

Cass. civ., 13 gennaio 2021 n. 379 (sentenza in fase di oscuramento)

In materia di rimborso delle spese c.d. straordinarie sostenute dai genitori per il mantenimento del figlio, fermo il carattere composito della dizione utilizzata dal giudice, occorre in via sostanziale distinguere tra a) gli esborsi che sono destinati ai bisogni ordinari del figlio e che, nel loro costante e prevedibile ripetersi anche lungo intervalli temporali, più o meno ampi, sortiscono l’effetto di integrare l’assegno di mantenimento forfettizzato dal giudice – o, anche consensualmente determinato dai genitori – e possono essere azionati in forza del titolo originario di condanna adottato in materia di esercizio della responsabilità in sede di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio ovvero all’esito di procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio, previa una allegazione che consenta, con mera operazione aritmetica, di preservare del titolo stesso i caratteri della certezza, liquidità ed esigibilità; b) le spese che, imprevedibili e rilevanti nel loro ammontare, in grado di recidere ogni legame con i caratteri di ordinarietà dell’assegno di contributo al mantenimento, richiedono, per la loro azionabilità l’esercizio di una autonoma azione di accertamento in cui convergono il rispetto del principio della adeguatezza della posta alle esigenze del figlio e quello della proporzione del contributo alle condizioni economico[1]patrimoniali del genitore onerato e tanto in comparazione con quanto statuito dal giudice che si sia pronunciato sul tema della responsabilità genitoriale a seguito di separazione, divorzio, annullamento e nullità del vincolo matrimoniale e comunque in ordine ai figli nati fuori dal matrimonio (principio enunciato in motivazione, ai sensi dell’articolo 384 del codice di procedura civile).

Cass. civ., 13 gennaio 2021 n. 377

Il provvedimento di assegnazione della casa familiare al coniuge o al convivente affidatario di figli minori (o coabitante con figli maggiorenni non autosufficienti senza loro colpa), nei limiti del novennio, ove non trascritto, o anche oltre il novennio, ove trascritto, è opponibile anche al terzo successivamente resosi acquirente dell’immobile ed opera finché perduri l’efficacia della pronuncia giudiziale. Tale provvedimento è opponibile, pertanto, anche al fallimento del coniuge proprietario dell’immobile. Al riguardo è irrilevante – e non incide sulla detta opponibilità – la circostanza che successivamente al pronunciato fallimento il fallito abbia alienato a terzi l’immobile e tale vendita sia stata dichiarata inefficace ai sensi dell’articolo 44 della legge fallimentare.

La proprietà e i diritti reali

Cass. civ., 26 gennaio 2021 n. 1612

La costruzione in aderenza è quella costruzione in semplice contatto con il muro del vicino, rispetto alla quale ha piena autonomia, sia strutturale che funzionale. La costruzione in appoggio, invece, è quella costruzione che scarica il peso dei suoi elementi strutturali e costitutivi sul muro del vicino. In quest’ultimo caso, il proprietario della costruzione può chiedere la comunione forzosa del muro, purché ciò riguardi sia l’altezza, che può essere totale o parziale, che l’estensione, che deve necessariamente essere totale.

Cass. civ., 15 gennaio 2021 n. 624

L’articolo 9, comma 2, del decreto ministeriale n. 1444 del 1968, essendo stato emanato su delega dell’articolo 41- quinquies della legge n. 1150 del 1942, aggiunto dall’articolo 17 della legge n. 765 del 1967, ha efficacia di legge dello Stato, sicché le sue disposizioni in tema di limiti inderogabili di densità, altezza e distanza tra i fabbricati prevalgono sulle contrastanti previsioni dei regolamenti locali successivi, ai quali si sostituiscono per inserzione automatica.

Cass. civ., 14 gennaio 2021 n. 512

In tema di possesso ad usucapionem, con il rinvio fatto dall’articoli 1165 del c.c.all’articolo 2943 del c.c. la legge elenca tassativamente gli atti interruttivi, sicché non è consentito attribuire tale efficacia ad atti diversi da quelli stabiliti dalla norma, per quanto con essi si sia inteso manifestare la volontà di conservare il diritto, giacché la tipicità dei modi di interruzione della prescrizione non ammette equipollenti

Comunione, condominio e locazioni

Cass. civ., 19 febbraio 2021 n. 4513

Le innovazioni di cui all’articolo 1120 del codice civile si distinguono dalle modificazioni disciplinate dall’articolo 1102 del codice civile, sia dal punto di vista oggettivo, che da quello soggettivo: sotto il profilo oggettivo, le prime consistono in opere di trasformazione, che incidono sull’essenza della cosa comune, alterandone l’originaria funzione e destinazione, mentre le seconde si inquadrano nelle facoltà riconosciute al condomino, con i limiti indicati nello stesso articolo 1102 del codice civile, dirette a ottenere la migliore, più comoda e razionale utilizzazione della cosa; sotto il profilo soggettivo, poi, nelle innovazioni rileva l’interesse collettivo di una maggioranza qualificata, espresso con una deliberazione dell’assemblea, elemento che invece difetta nelle modificazioni, nelle quali non rileva un interesse generale, bensì quello del singolo condomino al cui perseguimento sono rivolte, con i limiti previsti dal citato articolo 1102.

Cass. civ., 9 febbraio 2021 n. 3043

In tema di condominio negli edifici, non è causa di invalidità della deliberazione assembleare di approvazione del rendiconto presentato dall’amministratore la circostanza che in essa si provveda all’impiego degli attivi di gestione, costituiti dai proventi che il condominio trae dalla locazione a terzi di parti comuni, al fine di ridurre, per parziale compensazione, l’importo totale delle spese da ripartire tra i singoli condomini, con conseguente proporzionale incidenza sui conti individuali di questi ultimi e sulle quote dovute dagli stessi, non pregiudicando tale decisione, espressione del potere discrezionale dell’assemblea, né l’interesse dei condomini alla corretta gestione del condominio, né il loro diritto patrimoniale all’accredito della proporzionale somma, perché compensata dal corrispondente minor addebito degli oneri di contribuzione alle spese.

Cass. civ., 9 febbraio 2021 n. 3041

La deliberazione dell’assemblea condominiale, la quale modifichi a maggioranza una tabella millesimale contrattualmente approvata ovvero fissi criteri di ripartizione delle spese comuni secondo criteri diversi da quelli stabiliti dalla legge – è inficiata da nullità, per il cui accertamento sono legittimati, dal lato attivo, ciascun condomino e, passivamente, soltanto l’amministratore del condominio, senza necessità di partecipazione al giudizio dei singoli condomini

Obbligazioni e contratti

Cass. civ., 16 marzo 2021 n. 7279

In tema di obbligazioni solidali, l’art. 1299 c.c. che disciplina l’azione di regresso tra condebitori prevede il pagamento dell’intero debito da parte di uno dei condebitori. Tuttavia, ciò non impedisce di ritenere che l’azione di regresso possa essere esercitata anche nel caso in cui sia stata pagata solo una parte del debito comune in misura superiore alla quota interna del solvens. In questo caso, come in quello del pagamento dell’intero debito, si ha un depauperamento del solvens ed un correlativo arricchimento dei condebitori consistente nella parziale liberazione

Cass. civ., 10 marzo 2021 n. 6578

Ai fini dell’assunzione della veste di consumatore l’elemento significativo non è il “non possesso”, da parte della “persona fisica” che ha contratto con un “operatore commerciale”, della qualifica di “imprenditore commerciale” bensì lo scopo avuto di mira dall’agente nel momento in cui ha concluso il contratto. Di conseguenza, la stessa persona fisica che svolge attività imprenditoriale o professionale deve considerarsi “consumatore” quando conclude un contratto per esigenze di vita quotidiane estranee all’esercizio di attività professionali o imprenditoriali. La semplice indicazione nel contratto sottoscritto dal professionista è irrilevante per escludere che quest’ultimo si possa considerare consumatore.

Cass. civ., 5 marzo 2021 n. 6191

La sanzione della nullità prevista dall’art. 40 della L. n. 47/1985 per i negozi relativi a immobili privi della concessione edificatoria non trova applicazione nei contratti quali il preliminare di vendita. Ciò, non solo in virtù del tenore letterale della norma ma anche perché la dichiarazione di cui all’art. 40, comma 2 della medesima legge, in caso di immobili edificati prima del 1° settembre 1967, o il rilascio di concessione in sanatoria degli abusi edilizi commessi possono intervenire successivamente al contratto preliminare. Di conseguenza, si può fare luogo alla pronuncia di sentenza ex art. 2932 c.c. e si esclude la sanzione della nullità per il successivo contratto di vendita.

Cass. civ., 5 marzo 2021 n. 6189

Nei contratti conclusi con la P.A., il dispiegamento degli effetti vincolanti per le parti, al di là della formale stipula di un accordo negoziale, è subordinato all’approvazione ministeriale ai sensi dell’articolo 19 del R.D. n. 2440 del 1923, da effettuarsi con un provvedimento espresso adottato dall’organo competente nella forma solenne prescritta dalla legge, la cui esistenza non può desumersi implicitamente dalla condotta tenuta dall’amministrazione, sicché, ai fini del perfezionamento effettivo del vincolo contrattuale, non è sufficiente, pur se formalmente esistente, la mera aggiudicazione pronunciata in favore del contraente, come pure la formale stipula del contratto a evidenza pubblica come imposta dagli articoli 16 e 17 del suddetto decreto.

Responsabilità civile, danni e risarcimenti

Cass. civ., 17 marzo 2021 n. 7553

Nei confronti dei terzi danneggiati dall’esecuzione di opere pubbliche il committente pubblico è sempre gravato dalla responsabilità oggettiva ex art. 2051 cod. civ. la quale non può venir meno per la consegna dell’immobile all’appaltatore ai fini dell’esecuzione delle opere stesse, bensì trova limite esclusivamente nel caso fortuito il che naturalmente non esclude ulteriori responsabilità ex art. 2043 cc del committente e dell’appaltatore.

Cass. civ., 12 marzo 2021 n. 7126(sentenza in fase di oscuramento)

Il danno estetico non può essere considerato una voce di danno a sé, aggiuntiva e ulteriore rispetto al danno biologico, salve circostanze specifiche ed eccezionali, tempestivamente allegate dal danneggiato, le quali rendano il danno concreto più grave rispetto alle conseguenze ordinariamente derivanti dai pregiudizi dello stesso grado sofferti da persone della stessa età, circostanze nella specie non ricorrenti e comunque non adeguatamente e specificatamente allegate.

Cass. civ., 12 marzo 2021 n. 7064

La responsabilità del prestatore di opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per svolgimento negligente dell’attività professionale presuppone la prova del danno e del nesso causale tra la condotta del professionista e il pregiudizio del cliente. La perdita di una “chance” favorevole non costituisce un danno di per sé, ma soltanto – al pari del danno da lucro cessante – se la “chance” perduta aveva la certezza o la probabilità elevata di avverarsi, desumibile da elementi certi ed obiettivi

Cass. civ., 2 marzo 2021 n. 5683

Nell’adempimento dell’incarico professionale conferitogli, l’obbligo di diligenza da osservare ai sensi del combinato disposto di cui agli articoli 1176, secondo comma, e 2236 del codice civile impone all’avvocato di assolvere, sia all’atto del conferimento del mandato che nel corso dello svolgimento del rapporto, (anche) ai doveri di sollecitazione, dissuasione e informazione del cliente, essendo egli tenuto a rappresentare a quest’ultimo tutte le questioni di fatto e di diritto, comunque insorgenti, ostative al raggiungimento del risultato, o comunque produttive del rischio di effetti dannosi. Tale obbligo si sostanzia, tra l’altro, in quello di richiedere al cliente gli elementi necessari o utili in suo possesso e di sconsigliarlo dall’intraprendere o proseguire un giudizio dall’esito probabilmente sfavorevole.

Diritto del lavoro e previdenza sociale

Cass. civ., 4 marzo 2021 n. 6089

Dalla illegittima reiterazione di contratti a termine alle dipendenze di una pubblica amministrazione non può derivare la conversione del rapporto, essendo esclusa per legge ex art. 36 TU n. 165/2001; la tutela riconosciuta al dipendente è esclusivamente quella risarcitoria. Infatti il lavoratore che ha patito la reiterazione di contratti a termine può avvalersi di una presunzione di legge circa l’ammontare del danno in quanto il pregiudizio è normalmente correlato alla perdita di chance di altre occasioni di lavoro stabile ex art. 32 L. 183/2010; si prevede un risarcimento predeterminato tra un minimo ed un massimo, esonerando il lavoratore dall’onere della prova, fermo restando il suo diritto di provare di aver subito danni ulteriori.

Cass. civ., 23 febbraio 2021 n. 4894

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la verifica del requisito della manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento concerne entrambi i presupposti di legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo e, quindi, sia le ragioni inerenti all’attività produttiva, l’organizzazione del lavoro e il regolare funzionamento di essa, sia l’impossibilità di ricollocare altrove il lavoratore.

Cass. civ., 18 febbraio 2021 n. 4411

La sospensione obbligatoria del dipendente pubblico in caso di condanna, anche non definitiva, per alcuni specifici reati tra i quali anche il peculato, è una misura cautelare di carattere interinale il cui esito dipende dalle sorti del procedimento disciplinare. Tale misura resta giustificata solo se la sanzione inflitta è di gravità pari o maggiore della sospensione applicata. Se poi il procedimento disciplinare non viene attivato, o la sanzione inflitta è di minor gravità, il dipendente ha diritto alla restitutio in integrum per il periodo di sospensione cautelare non legittimato dalla sanzione irrogata.

Marcello Antonio Gargiulo

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