Rassegna della Giurisprudenza della Corte di Cassazione – Massime (gennaio-febbraio-marzo 2020) – 1° parte

A cura dell’Avv. Marcello Gargiulo iniziamo oggi la pubblicazione di una selezione delle sentenze emesse dalla Corte di Cassazione sugli argomenti più dibattuti e al centro dell’attenzione da parte degli addetti ai lavori e non.

Famiglia e minori

Cass. Civ., 13 febbraio 2020 n. 3661

Ai fini del riconoscimento dell’assegno di divorzio in favore dell’ex coniuge assumono rilievo la capacità di quest’ultimo di procurarsi i propri mezzi di sostentamento e le sue potenzialità professionali e reddituali piuttosto che le occasioni concretamente avute dall’avente diritto di ottenere un lavoro. Se la solidarietà post coniugale si fonda sui principi dell’autodeterminazione e autoresponsabilità, non si potrà che attribuire rilevanza  alle potenzialità professionali e reddituali personali, che l’ex coniuge è chiamato a valorizzare con una condotta attiva facendosi carico delle scelte compiute e della propria responsabilità individuale, piuttosto che al contegno, deresponsabilizzante e attendista di chi si limiti ad aspettare opportunità di lavoro riversando sul coniuge abbiente l’esito della fine della vita matrimoniale.

Cass. Civ., 8 gennaio 2020 n. 122     

L’autorizzazione del giudice tutelare – prevista dall’art. 320 c.c. –  è necessaria unicamente per il compimento da parte del genitore esercente la potestà, di atti di straordinaria amministrazione dispositivi del patrimonio del minore e non, quindi, per proporre una domanda di reintegrazione del patrimonio del minore stesso (nella specie azione di danni nei confronti della struttura sanitaria ove era stata ricoverata la madre del minore), atteso che una tale domanda si palesa ex sevantaggiosa per il rappresentato.

Successioni e donazioni   

Cass. Civ., 4 marzo 2020 n. 5995

La semplice ricezione di comunicazioni destinate al de cuius non è condizione che giustifica l’accettazione dell’eredità.

Condominio

Cass. Civ., 12 marzo 2020 n. 7042

L’assemblea condominiale non può deliberare il rifacimento dei balconi di proprietà esclusiva dei condomini ripartendo le spese per quote di proprietà.

Proprietà e diritti reali

Cass. Civ., 10 gennaio 2020 n. 795

Per escludere la sussistenza del possesso utile all’usucapione, non è sufficiente il riconoscimento o la consapevolezza del possessore circa l’altrui proprietà del bene, occorrendo invece, che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per i fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare, atteso che l’animus possidendi, non consiste nella convinzione di essere titolare del diritto reale, bensì nell’intenzione di comportarsi come tale, esercitando le corrispondenti facoltà. Laddove, il riconoscimento del diritto altrui da parte del possessore, quale atto incompatibile con la volontà di godere il bene uti dominus, interrompe il termine utile per l’usucapione.

Obbligazioni e Contratti

Cass. Civ., 18 febbraio 2020 n. 3996

In tema di prova dell’inadempimento di una obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno o per l’adempimento deve provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto e il relativo termine di scadenza, limitandosi poi ad allegare la circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre al debitore convenuto spetta la prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento, ed  eguale criterio di riparto dell’onere della prova è applicabile quando è sollevata eccezione di inadempimento ai sensi dell’art. 1460 c.c. (risultando, in tal caso, invertiti i ruoli delle parti in lite, poiché il debitore eccipiente si limiterà ad allegare l’altrui inadempimento, ed il creditore dovrà dimostrare il proprio adempimento, ovvero la non ancora intervenuta scadenza dell’obbligazione). Anche quando sia dedotto l’inesatto adempimento dell’obbligazione, al creditore istante spetta la mera allegazione dell’inesattezza dell’adempimento, gravando ancora una volta sul debitore la prova dell’esatto adempimento, quale fatto estintivo della propria obbligazione.

Responsabilità civile, danni e risarcimenti  

Cass. Civ., 9 marzo 2020 n. 6651

L’Anas risponde dell’incidente causato dalla caduta di un albero sulla strada anche se le radici erano poste su di un fondo confinante di proprietà di un privato: l’ente proprietario della strada ha infatti l’obbligo di controllare anche la condizione dei terreni adiacenti ed in caso di pericolo deve intervenire.

Cass. Civ., 3 marzo 2020 n. 5897

L’uso abituale di sostanze stupefacenti del dipendente ATAC, sancisce il suo licenziamento in quanto viene meno il rapporto di fiducia tra le parti.

Cass. Civ., 13 gennaio 2020 n. 347

Non deve essere risarcito il condomino che per negligenza, sia caduto rovinosamente su un dissuasore del parcheggio nel cortile condominiale dove risiede.

Diritto Processuale Civile

Cass. Civ., 8 gennaio 2020 n.135

Il principio secondo cui gli atti posti in essere da soggetto privo, anche parzialmente, del potere di rappresentanza possono essere ratificati con efficacia retroattiva ( salvi i diritti dei terzi) non opera nel campo processuale, ove la procura alle liti costituisce il presupposto della valida instaurazione del rapporto processuale e può essere conferita con effetti retroattivi solo nei limiti stabiliti dall’art. 125 c.p.c., il quale dispone che la procura del difensore può essere rilasciata in data posteriore alla notificazione dell’atto, purchè anteriormente alla costituzione della parte rappresentata, e sempre che per l’atto di cui trattasi , non sia richiesta dalla legge la procura speciale, come nel caso del ricorso per cassazione, restando conseguentemente esclusa, in tale ipotesi, la possibilità di sanatoria e ratifica.

Diritto e Procedura Penale    

Cass. Pen., 31 marzo 2020 n. 10905

Non incorre nel rischio di una sanzione penale chi insulta l’interlocutore in una video chat, anche se alla presenza di più persone. Non scatta, infatti, il reato di diffamazione, dal momento che la persona offesa è presente, ma si rientra nella fattispecie dell’ingiuria che però è stata depenalizzata dalla legge n. 7 del 2016.

Cass. Pen., 20 febbraio 2020 n. 6609

Chi dopo essersi separato, affida il cane di famiglia all’ex coniuge, pur conoscendone l’avversione, risponde alla pari dell’eventuale abbandono dell’animale in quanto ne ha consapevolmente accettato il rischio.   

Cass. Pen., 16 gennaio 2020 n. 1551

E’ configurabile il c.d. stalking per chi con la propria autovettura si mette davanti al garage di terzi e ne impedisca l’accesso: la condotta integra gli atti persecutori, previsti dall’art. 612 bis c.p..

Cass. Pen., 31 gennaio 2020 n. 4130

Il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con la propria condotta appropriativa, e cioè nel momento in cui l’agente compia un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria. Da ciò deriva, con riferimento all’appropriazione indebita delle somme relative al condominio, introitate a seguito di rendiconti, da parte di colui che ne era stato amministratore, che è all’atto della cessazione della carica che il reato si consuma, perché è questo il momento in cui, in mancanza di restituzione dell’importo delle somme ricevute nel corso della gestione, che si verifica con certezza l’interversione del possesso.

Diritto Internazionale Comunitario

Corte U.E., 26 marzo 2020 n. C-215/18

Vi è azione diretta verso la compagnia aerea per la compensazione da ritardo anche per chi ha acquistato il biglietto tramite agenzia: il passeggero può chiamare in giudizio il vettore davanti al Tribunale del luogo di partenza del volo.

Corte U.E., 28 gennaio 2020 n. C-122/18

L’Italia avrebbe dovuto assicurare il rispetto da parte delle pubbliche amministrazioni dei termini di pagamento nelle transazioni commerciali con le imprese private: sussiste violazione da parte dell’Italia della direttiva 2011/7/UE, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento delle transazioni commerciali, in quanto non ha assicurato che le sue pubbliche amministrazioni, quando sono debitrici nel contesto di simili transazioni, rispettino effettivamente termini di pagamento non superiori a 30 o 60 giorni di calendario (quali stabiliti dall’art. 4 paragrafi 3 e 4, di tale direttiva).

Marcello Gargiulo