Rassegna della Giurisprudenza della Corte di Cassazione – Massime (ottobre-novembre-dicembre 2020) II° parte

Le più recenti sentenze della Corte di Cassazione relative al IV° trimestre 2020.

Successioni e donazioni

Cass. civ. 14 ottobre 2020 n. 22191

La irreperibilità del testamento, di cui si provi l’esistenza in un certo tempo mediante la produzione di una copia, è equiparabile alla distruzione, per cui incombe su chi vi ha interesse l’onere di provare che esso fu distrutto lacerato o cancellato da persona diversa dal testatore oppure che costui non ebbe intenzione di revocarlo. La prova contraria può essere data, anche per presunzioni, non solo attraverso la prova della esistenza del testamento al momento della morte (ciò che darebbe la certezza che il testamento non è stato revocato dal testatore), ma anche provando che il testamento, seppure scomparso prima della morte del testatore, sia stato distrutto da un terzo o sia andato perduto fortuitamente o comunque senza alcun concorso della volontà del testatore stesso. È ammessa anche la prova che la distruzione dell’olografo da parte del testatore non era accompagnata dalla intenzione di togliere efficacia alle disposizioni ivi contenute. In presenza di una copia informale dell’olografo il mancato disconoscimento della conformità all’originale diventa rilevante solo una volta che sia stata superata la presunzione di revoca.

Condominio

Cass. civ., 28 ottobre 2020 n. 23743

Il provvedimento di revoca giudiziaria dell’amministratore è un’eccezione al potere dell’assemblea di interrompere il rapporto fiduciario con l’amministratore, temperato dall’articolo 1129, comma 13, in forza del quale in caso di revoca da parte dell’autorità giudiziaria, l’assemblea non può nominare l’amministratore revocato.

Obbligazioni e contratti 

Cass. civ., 16 ottobre 2020 n. 22621

La clausola contenuta in un contratto di assicurazione, in virtù della quale viene specificamente prevista la non operatività dell’assicurazione contro i danni a determinate “condizioni”, non impossibili per l’assicurato, come nel caso della liquidazione del “danno parziale” esclusivamente a seguito di spese di riparazione effettivamente sostenute, non ha carattere vessatorio qualora sia intesa a fissare preventivamente le prestazioni essenziali del contratto assicurativo; pertanto, essa non è soggetta ad approvazione per iscritto ex articolo 1341, comma 2, del codice civile ed è meritevole di tutela ove non determini una situazione di eccessivo squilibrio tra le parti sul piano causale, ex articolo 1322, comma 1, del codice civile o ex articolo 33, comma 1, del codice del consumo.

Cass. civ., 15 ottobre 2020 n. 22309

Il termine del comodato, nell’ipotesi di un comodato di scopo, può risultare dall’uso cui la cosa è destinata solo se tale uso abbia in sé una durata predeterminata nel tempo. In mancanza di prescrizioni di durata oppure di elementi oggettivi che consentono di prestabilirla, l’uso che corrisponde alla generica destinazione dell’immobile dà luogo a un comodato a tempo indeterminato, revocabile ad nutum dal comodante, secondo quanto disposto dall’art. 1810 c.c. La circostanza che un immobile concesso in comodato sia destinato a una specifica attività non è sufficiente per ritenere il contratto soggetto a un termine implicito, cosicché il comodante può richiedere la restituzione del bene prima della cessazione dell’attività.

Cass. civ., 13 ottobre 2020 n. 22048

Occorre distinguere il mandato professionale dalla procura ad litem. Mentre quest’ultima – infatti – è un negozio unilaterale con il quale il difensore viene investito del potere di rappresentare la parte in giudizio, il mandato sostanziale costituisce un negozio bilaterale (il contratto di patrocinio) con il quale il legale viene incaricato, secondo lo schema negoziale che è proprio del mandato, di svolgere la sua opera professionale in favore della parte. Deriva da quanto precede, pertanto, che ai fini della conclusione del contratto di patrocinio, non è indispensabile il rilascio di una procura ad litem, essendo questa richiesta solo per lo svolgimento dell’attività processuale. Il mandato professionale può essere conferito anche in forma verbale, e la prova di esso può quindi darsi anche per testimoni, oltre che in via presuntiva, attraverso idonei indizi plurimi, precisi e concordanti. La procura alle liti, poi, può certamente essere rivelatrice del conferimento del mandato professionale ma è solo un indice presuntivo della sussistenza tra le parti dell’autonomo rapporto di patrocinio.

Cass. civ., 2 ottobre 2020 n. 21137

Nella promessa di vendita, quando viene convenuta la consegna del bene prima della stipula del contratto definitivo, non si verifica un’anticipazione degli effetti traslativi. La disponibilità conseguita dal promissario acquirente si fonda sull’esistenza di un contratto di comodato funzionalmente collegato al contratto preliminare, produttivo di effetti meramente obbligatori. Pertanto si tratta di una detenzione qualificata la relazione con la cosa da parte del promissario acquirente. In questo modo, non si tratta di un possesso utile ad usucapionem salvo la dimostrazione d’intervenuta interversio possesionis secondo quanto disposto dall’art. 1141 c.c.

Responsabilità civile danni e risarcimenti

Cass. civ., 4 novembre 2020 n. 24473

Nel caso di lesione della salute costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione del danno biologico, inteso come danno che esplica incidenza sulla vita quotidiana del soggetto sulle sue attività dinamico-relazionali, e del cosiddetto danno esistenziale. Non costituisce duplicazione risarcitoria la differente ed autonoma valutazione compiuta con riferimento alla sofferenza interiore patita dal soggetto in conseguenza della lesione del suo diritto alla salute, come stabilito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 235 del 2014, punto 10.1 e ss. (ove si legge che la norma di cui all’art. 139 cod. ass. “non è chiusa anche al risarcimento del danno morale”), e come oggi normativamente confermato dalla nuova formulazione dell’art. 138 lett. e), cod. ass., introdotta – con valenza evidentemente interpretativa – dalla legge di stabilità del 2016.

Cass. civ., 2 ottobre 2020 n. 21217

In sede di richiesta di risarcimento va sempre dimostrato il nesso causale tra l’inadempimento del proprio debitore e il danno sofferto. La previsione dell’articolo 1218 del codice civile sulla responsabilità del debitore per il mancato o incompleto adempimento dell’obbligazione non fa venir meno l’onere probatorio – a carico del creditore che lamenta il danno – sull’eziologia dell’evento subito

Diritto del lavoro

Cass. civ., 30 ottobre 2020 n. 24139

In tema di reintegrazione del lavoratore per illegittimità del licenziamento, occorre distinguere, ai fini delle sanzioni previdenziali, tra nullità o inefficacia del licenziamento, che è oggetto di una sentenza dichiarativa e l’annullabilità del licenziamento privo di giusta causa o giustificato motivo, che è oggetto di una sentenza costitutiva, poiché nel primo caso, il datore di lavoro, oltre che a ricostruire la posizione contributiva del lavoratore ora per allora, è tenuto al pagamento delle sanzioni civili per omissione ex art. 116, comma 8, lett. a), l. n. 388/2000, mentre, nel secondo caso, il datore di lavoro non è soggetto a tali sanzioni, trovando applicazione la comune disciplina della mora debendi nelle obbligazioni pecuniarie, fermo restando che, per il periodo successivo all’ordine di reintegra, sussiste l’obbligo di versare i contributi periodici, oltre al montante degli arretrati, sicché riprende vigore la disciplina ordinaria dell’omissione e dell’evasione contributiva.

Cass. civ., 21 ottobre 2020 n. 22985

Il diritto alla fruizione dei buoni pasto ha natura assistenziale e non retributiva, finalizzata ad alleviare, in mancanza di un servizio di mensa, il disagio di chi sia costretto, in ragione dell’orario di lavoro osservato, a mangiare fuori casa, esso quindi data tale natura, dipende strettamente dalle previsioni delle norme o della contrattazione collettiva che ne consentono il riconoscimento; in particolare, qualora esso sia riconnesso a una pausa, destinata al pasto, il sorgere del diritto dipende dal fatto che quella pausa sia in concreto fruita.

Diritto processuale civile

Cass. civ, 16 ottobre 2020 n. 22587

L’omessa trascrizione delle conclusioni delle parti nella sentenza importa nullità della sentenza soltanto quando le suddette conclusioni non siano state esaminate, di guisa che sia mancata in concreto una decisione sulle domande ed eccezioni ritualmente proposte, mentre quando dalla motivazione risulta che le conclusioni sono state effettivamente esaminate, il vizio si risolve in una semplice imperfezione formale, irrilevante ai fini della validità della sentenza.

Cass. civ., 14 ottobre 2020 n. 22136

La reductio ad legitimitatem della disposizione si realizza con l’applicazione della regola generale di scissione soggettiva degli effetti della notificazione anche alla notifica effettuata con modalità telematiche con la conseguenza, in particolare che, nei confronti del mittente, la notificazione richiesta ai sensi dell’art. 3 bis c. 3, della L. 53/1994, si perfeziona ove la ricevuta di accettazione sia rilasciata entro le ore 24, il giorno stesso in cui è eseguita.

Cass. civ., 7 ottobre 2020 n. 21568

La testimonianza de relato actoris pur avendo un valore probatorio fortemente attenuato, resta elemento di cui il giudice può tenere conto ai fini della decisione, nel contesto delle altre risultanze di causa.

Cass. civ., 2 ottobre 2020 n. 21180

Il vincolo di solidarietà tra obbligato principale e coobbligato comporta che la notifica a uno solo degli obbligati fa restare valida la procedura e inibisce il maturarsi dei termini di decadenza.

Diritto internazionale e comunitario

Corte UE, 29 ottobre 2020 n. C-243/19

Può essere legittimo il rifiuto di autorizzazione preventiva di cure mediche all’estero se la richiesta si fonda esclusivamente su motivi religiosi.

Marcello Antonio Gargiulo

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