Rassegna della giurisprudenza della Corte di Cassazione – Massime (aprile-maggio-giugno 2020) 5° parte

Le più recenti sentenze della Corte di Cassazione relative al II° trimestre 2020

Diritto e Procedura Penale

Cass. penale 23 giugno 2020 n. 19058

Il sequestro conservativo è legittimamente applicato se è necessario a garantire il futuro pagamento della pena pecuniaria, delle spese di giudizio o di altra somma che risulti dovuta all’Erario da parte del condannato. In assenza di tali esigenze di garanzia la misura cautelare reale risulta applicata in modo illegale.

Cass. penale 19 giugno 2020 n. 18711

In caso di mandato di arresto europeo il mancato invio da parte dell’autorità richiedente della documentazione integrativa richiesta dal giudice italiano non determina automaticamente il rifiuto alla consegna.

Cass. penale 17 giugno 2020 n. 18461

Contro l’omessa pronuncia sull’applicazione della confisca esistono solo due rimedi o l’impugnazione della sentenza di condanna contenente l’omissione o l’applicazione della medesima misura di sicurezza da parte del giudice dell’esecuzione, ma in tal caso ovviamente solo quando la condanna è passata in giudicato.

Cass. penale 12 giugno 2020 n. 18125

Il reato di trasferimento fraudolento di valori si realizza attraverso l’attribuzione ad altri di denaro, beni o altre utilità – suscettibili di confisca a titolo di misura di prevenzione patrimoniale – in base a una vicenda negoziale con effetti traslativi che soltanto all’apparenza faccia acquisire a terzi la titolarità o la disponibilità del bene, in realtà rimasto nel patrimonio e sotto il controllo del soggetto apparente cedente e il delitto può sussistere anche in relazione a un’attività economica in corso, nel senso che il reato può configurarsi non solo con riferimento al momento iniziale dell’impresa, ma anche in una fase successiva, allorquando in un’impresa o società, sorta in modo lecito, si inserisca un terzo quale socio occulto, che, attraverso lo schema dell’interposizione fittizia, persegua le finalità illecite previste dalla norma. In questa prospettiva, ai fini della configurabilità del reato, sotto il profilo materiale, non è sufficiente l’accertamento della mera disponibilità del bene da parte di chi non ne risulti formalmente titolare, ma occorre la prova, sia pure indiziaria, della provenienza delle risorse economiche impiegate per il suo acquisto da parte del soggetto che intenda eludere l’applicazione di misure di prevenzione. Mentre, dal punto di vista soggettivo, occorre la dimostrazione del dolo specifico di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale in capo a tutti i concorrenti del reato, assumendo tale scopo un duplice significato: da un lato, riferito all’intenzione dell’agente di provocare un evento lesivo, dall’altro, riferito all’oggettiva idoneità dell’azione a produrre tale risultato.

Cass. penale 10 giugno 2020 n. 17803 (sentenza non disponibile perché in fase di oscuramento)

Ai fini della commissione del reato di pornografia minorile, nel caso di specie mediante videoregistrazioni, per i fatti commessi prima dell’inasprimento della fattispecie codicistica, avvenuta nel 2012, a seguito del recepimento della Convenzione di Lanzarote, non si può eludere l’accertamento in concreto delle modalità di ripresa degli organi genitali dei minori.

Cass. penale 9 giugno 2020 n. 17620

Il reato di bancarotta patrimoniale resta escluso se con valutazione ex ante i benefici indiretti per la fallita si dimostrino idonei a compensare efficacemente gli effetti immediatamente negativi, sì da rendere l’operazione incapace di incidere sulle ragioni dei creditori della società.

Cass. penale 8 giugno 2020 n. 17348

La revisione dei veicoli è attività regolata da norme di diritto pubblico e di conseguenza chi la effettua assume la funzione giuridica del pubblico ufficiale. Mentre il semplice adesivo sulla carta di circolazione, attestante l’avvenuta revisione, ha natura di mero certificato di un adempimento amministrativo.

Cass. penale 4 giugno 2020 n. 16986 (sentenza non disponibile perché in fase di oscuramento)

La verità di quanto espresso dal testimone che è alla base dell’esimente della diffamazione agita nell’adempimento di un dovere. Infatti, se si appura che il testimone ha mentito, venendo meno al dovere di dire la verità, la causa di non punibilità non fa venir meno la rilevanza penale delle affermazioni diffamatorie.

Cass. penale 3 giugno 2020 n. 16624

In caso di patteggiamento la decisione non può contenere statuizioni sull’azione civile di risarcimento e non può prevedere il versamento di una provvisionale, a titolo di risarcimento a favore delle parti civili, se non è stata oggetto di specifico accordo nel patteggiamento. Tale provvisionale non può essere il presupposto per godere delle condizioni stabilite con l’accordo sulla pena.

Cass. Penale 25 maggio 2020 n. 15768 (sentenza non disponibile perché in fase di oscuramento)

La costituzione di parte civile avvenuta in dibattimento è tardiva e dunque non ammissibile.

Cass. penale 25 maggio 2020 n. 15760

Il nudo proprietario risponde dell’abuso edilizio solo se si dimostra la sua consapevolezza e il suo consenso, anche implicito o tacito, alla realizzazione delle opere illegittime. Elementi di prova necessari anche nel caso dell’imputazione per il reato 349 del Codice Penale relativo alla violazione dei sigilli dell’autorità.

Cass. Penale Sezioni Unite, 12 maggio 2020 n. 14723

La falsità o l’incompletezza della dichiarazione sostitutiva di certificazione prevista dall’articolo 79, comma 1, lettera c), del Dpr 30 maggio 2002 n. 115, qualora i redditi effettivi non superino il limite di legge, non comporta la revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, che può essere disposta solo nelle ipotesi espressamente disciplinate dagli articoli 95 e 112 del Dpr n. 115 del 2002.

Cass. penale 30 aprile 2020 n. 13539

La confisca di cui all’articolo 44 del Dpr n. 380 del 2001 può essere disposta anche in presenza di una causa estintiva determinata dalla prescrizione del reato purché sia stata accertata la sussistenza della lottizzazione abusiva sotto il profilo oggettivo e soggettivo, nell’ambito di un giudizio che abbia assicurato il contraddittorio e la più ampia partecipazione degli interessati, fermo restando che, una volta intervenuta detta causa, il giudizio non può, in applicazione dell’articolo 129, comma 1, del Cpp, proseguire al solo fine di compiere il predetto accertamento.

Cass. penale 29 aprile 2020 n. 13178

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’articolo 513-bis del Cp è necessario il compimento di atti di concorrenza che, posti in essere nell’esercizio di un’attività commerciale, industriale o comunque produttiva, siano connotati da violenza o minaccia e idonei a contrastare od ostacolare la libertà di autodeterminazione dell’impresa concorrente.

Corte Costituzionale, 24 aprile 2020 n. 75

È illegittima la confisca del veicolo per guida in stato di ebbrezza se la messa alla prova si è conclusa con esito positivo. E’ incostituzionale l’art. 224-ter, co. 6, del D.lgs. n. 285/1992 nella parte in cui prevede che il prefetto verifica la sussistenza delle condizioni di legge per l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, anziché disporne la restituzione all’avente diritto, in caso di estinzione del reato di guida sotto l’influenza dell’alcool per esito positivo della messa alla prova.

Corte Costituzionale, 24 aprile 2020 n. 74

Il magistrato di sorveglianza può applicare, in via provvisoria, la misura della semilibertà al condannato a una pena detentiva non superiore a quattro anni, senza dover aspettare la decisione definitiva del Tribunale di sorveglianza.

Corte Costituzionale, 24 aprile 2020 n. 73

È costituzionalmente illegittimo il divieto di applicare una diminuzione di pena al condannato plurirecidivo, che risulti affetto da una seminfermità mentale.

Cass. penale 16 aprile 2020 n. 12322

La pericolosità non attuale dell’imputato e una somma non quantificata in maniera precisa annullano la possibilità di procedere alla confisca nei confronti dell’imputato.

Cass. penale 14 aprile 2020 n. 12073

Sussiste il reato di frode in pubbliche forniture per il rappresentante legale dell’azienda aggiudicataria dell’appalto per la refezione scolastica che nella preparazione dei pasti impieghi prodotti diversi da quelli previsti nel capitolato.

Cass. Penale 2 aprile 2020 n. 11202

Il divieto di misure alternative alla detenzione, disposto dalla legge “Spazzacorrotti” (n. 3/2019) per i reati contro la Pubblica Amministrazione non si applica a chi, prima della sua entrata in vigore, aveva diritto alla sospensione dell’esecuzione della pena in carcere (condanne sotto i 3 anni), anche se ancora in attesa della decisione del Tribunale di sorveglianza sulla diversa misura richiesta.

Cass. penale 1° aprile 2020 n. 11039

L’accertamento della responsabilità penale del correo a titolo di concorso di persone nel reato altrui non può prescindere dalla prova della consapevolezza di agevolare con la propria condotta, la commissione non già di una generica attività (potenzialmente) illecita, bensì la realizzazione di un reato specificamente individuato nei suoi elementi costitutivi.

Diritto Amministrativo

Consiglio di Stato, 21 aprile 2020 n. 2545

E’ legittimo il decreto di ammonimento emesso dal Questore quando alla base ci sia una situazione di violenza che induca la parte più debole a cambiare le proprie abitudini di vita.

Consiglio di Stato, 21 aprile 2020 n. 2539

Ciascuna delle parti ha facoltà di chiedere il differimento dell’udienza a data successiva al termine della fase emergenziale Covid-19 allo scopo di potere discutere oralmente la controversia, sempreché non venga compromesso il diritto alla ragionevole durata del processo e la causa non sia di semplicità tale da non richiedere alcuna discussione.

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, 2 aprile 2020 n. 10

La disciplina dell’accesso civico generalizzato, fermi i divieti temporanei e/o assoluti di cui all’articolo 53 del decreto legislativo n. 50 del 2016, è applicabile anche agli atti delle procedure di gara e, in particolare, all’esecuzione dei contratti pubblici, non ostandovi in senso assoluto l’eccezione del comma 3 dell’articolo 5-bis del decreto legislativo n. 33 del 2013 in combinato disposto con l’articolo 53 e con le previsioni della legge n. 241 del 1990, che non esenta in toto la materia dall’accesso civico generalizzato, ma resta ferma la verifica della compatibilità dell’accesso con le eccezioni relative di cui all’articolo 5-bis, commi 1 e 2, a tutela degli interessi limite, pubblici e privati, previsti da tale disposizione, nel bilanciamento tra il valore della trasparenza e quello della riservatezza.

Marcello Gargiulo