Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro – La valutazione dei rischi

Valutazione della probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente o alla loro combinazione.

Negli articoli pubblicati il giorno 11 e 18 settembre scorsi, sono state analizzate tutte le figure previste dal D. Lgs. 81/2008 e sue m.i., delineando per ciascuna obblighi e responsabilità disposti esclusivamente dal Titolo I; è bene però precisare che ciascun titolo del decreto prevede disposizioni a carico dei soggetti di cui sopra, quindi, seguendo un ordine strategico di argomentazioni, gli articoli che verranno pubblicati nelle settimane a seguire, verteranno su tutto quello che dispone il Decreto, con l’obiettivo di rendere più comprensibile la gestione dell’intero sistema gestionale di sicurezza.

Il tema preso in esame questa volta si riallaccia agli obblighi non delegabili del datore di lavoro (art. 17 del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i.), partendo da una considerazione fondamentale: la parola sicurezza viene da “sine cura” latino, che vuol dire “senza preoccupazione”, intendendo con questo che riconoscere i rischi e saperli gestire, significa quindi rispettare la propria vita e quella dei colleghi, evitando di trovarsi di fronte a situazioni che potrebbero comportare malattie o infortuni verso i quali la preoccupazione sarebbe altissima.

Pertanto, a seguito di una approfondita indagine sulla sicurezza e tutela della salute dei lavoratori, il datore di lavoro, in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Medico Competente (nominato per i casi previsti all’art. 41), previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), è tenuto a valutare tutti i fattori di rischio o meglio i pericoli presenti (proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni), quantificare il relativo rischio e redigere così un documento denominato Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che, nel rispetto dell’art. 28, deve assolutamente contenere:

  1. a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o delle miscele chimiche impiegate, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151(N), nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro e i rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili, come definiti dall’articolo 89, comma 1, lettera a), interessati da attività di scavo; altresì, nella stessa relazione, devono essere specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;
  2. b) l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) adottati, conseguentemente alla valutazione;
  3. c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
  4. d) l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
  5. e) l’indicazione del nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) o di quello Territoriale (RLST) e del Medico Competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;
  6. f) l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

Ovviamente, come precisato in premessa per gli obblighi e le responsabilità delle varie figure contenute su tutti i titoli del decreto, anche per il DVR occorre rispettare tutte le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei vari titoli del decreto; una volta redatto, va conservato a disposizione degli organi di controllo, presso ogni unità produttiva od unità operativa, relativamente all’unità stessa, anche su supporto informatico, nel rispetto delle previsioni di cui all’art. 53 del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i.; deve essere assolutamente munito, anche tramite le procedure applicabili ai supporti informatici di cui sopra, di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del Datore di lavoro, nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) o del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) e del Medico Competente;

Nel caso si tratti di costituzione di una nuova impresa/azienda, il Datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi e a redigere il documento entro n. 90 giorni dalla data di inizio dell’attività.

In occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità, il datore di lavoro è tenuto, entro n. 30 giorni da uno o più degli eventi di cui sopra, rielaborare la valutazione dei rischi, aggiornando tutte le misure di sicurezza, dandone immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, e immediata comunicazione al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

Per redigere il DVR nel rispetto di quanto richiesto dal D. Lgs. 81/2008 e sue m.i., è possibile rispettare dei criteri che vengono di seguito esplicitati:

  1. Acquisire i dati e la documentazione di base preliminare all’analisi vera e propria;
  2. Studiare la struttura aziendale in chiave geografica, funzionale, di procedimento e di flusso;
  3. Individuare le mansioni svolte all’interno dell’azienda;
  4. Identificare i fattori di rischio (pericoli) e valutare i relativi rischi;
  5. Individuare le misure di tutela ai fini della prevenzione e protezione;
  6. Elaborare un programma di miglioramento.

I primi due punti permettono di avere una visione più completa dell’ambiente oggetto del documento, puntando in tal modo alla mappatura dei pericoli, uno degli obiettivi più importanti della valutazione dei rischi.

Il terzo punto consente di individuare nel modo più completo possibile i pericoli, i relativi rischi e i conseguenti danni (infortuni e/o malattie professionali); è pertanto essenziale per definire il piano di sorveglianza sanitaria, la distribuzione di idonei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e la pianificazione dei percorsi di informazione, formazione e addestramento del personale.

Con il quarto punto si entra nel vivo delle richieste del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i.; ci si addentra nell’analisi dei rischi, per la cui mappatura a livello globale viene utilizzata una matrice di rischio(come da modello allegato), che permette di combinare la gravità e la probabilità di accadimento di un evento in modo indicizzato (indice di rischio); in qualsiasi situazione di rischio, dobbiamo ricordare che, moltiplicando la probabilità di accadimento per la magnitudo, ovvero la gravità dell’eventuale evento dannoso, riusciamo a quantificare il rischio e di conseguenza definire quelle che vengono chiamate le misure di sicurezza preventive e protettive (quinto punto); solo in questo modo possiamo dire di aver valutato il rischio con l’obiettivo di ridurlo alla fonte avendo la consapevolezza dell’impossibilità di annullarlo completamente, ma di riuscire a ridurre la probabilità di accadimento con la messa in atto delle misure preventive e/o la magnitudo con la messa in atto delle misure protettive.

Con l’ultimo punto si definisce il programma degli interventi di miglioramento, in cui per ognuno vengono definite le azioni correttive e migliorative, le responsabilità esecutive e le scadenze.

Marzia Cozzi