Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro – Le misure di sicurezza – 1° parte

L’informazione, la formazione e l’addestramento come principali misure preventive.

Nell’articolo del 25 settembre u.s., che aveva come tema cardine la valutazione dei rischi, è stato esplicitato che, in qualsiasi situazione di rischio, moltiplicando la probabilità di accadimento per la magnitudo, ovvero la gravità dell’eventuale evento dannoso, è possibile quantificare il rischio e di conseguenza definire le misure di sicurezza più idonee a ridurre i rischi.

Esistono sostanzialmente due tipologie di misure di sicurezza:

  • Misure preventive, atte a evitare che si verifichi un evento dannoso andando a ridurre la probabilità di accadimento;
  • Misure protettive, atte a limitare le conseguenze di un evento dannoso verificatosi riducendo la magnitudo (gravità) dell’evento.

Non esiste assolutamente la misura di sicurezza migliore o peggiore, ma sicuramente evitare che si verifichi un evento avverso è sempre meglio rispetto al caso di doverne gestire le conseguenze.

Tra le misure preventive da adottare, la principale è la pianificazione e la conseguente messa in atto dei percorsi di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori, previsti da vari articoli che compongono il D. Lgs. 81/2008 e sue m.i. (artt. 36, 37, 73, 164, 177, 184, 195, 210, 227, 239, 257, 258, 278, 294bis).

Nel rispetto dell’art. 36 del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i., il datore di lavoro è tenuto a provvedere ad una adeguata informazione di tutti i lavoratori, attraverso un complesso di attività dirette a fornire conoscenze utili all’identificazione, riduzione e gestione dei rischi in ambiente di lavoro, con un contenuto assolutamente comprensibile da parte di tutti, anche nei confronti dei lavoratori stranieri, verso i quali deve avvenire previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso formativo.

Per essere adeguata, l’informazione deve rispettare i seguenti contenuti:

  1. rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale;
  2. procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro;
  3. nominativi degli addetti antincendio e primo soccorso incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46 del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i.;
  4. nominativi del Responsabile e degli Addetti del Servizio di Prevenzione e Protezione, e del medico competente;
  5. rischi specifici cui il lavoratore è esposto in relazione all’attività svolta, normative di sicurezza e disposizioni aziendali in materia;
  6. pericoli connessi all’uso delle sostanze e delle miscele pericolose sulla base delle schede dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;
  7. misure e attività di protezione e prevenzione adottate.

Le attività dirette ad erogare l’informazione ai lavoratori per quanto sopra delineato, sono ricondotte a riunione interne, brochure esplicativi, mansionari, organizzate direttamente dal datore di lavoro o dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e dal medico competente, ove nominato.

A differenza della formazione e dell’addestramento, l’avvenuta informazione non richiede il rilascio di un attestato ma solo una dichiarazione scritta di avvenuta informazione con precisazione di data, monte ore e firma dell’esecutore; altresì non richiede un aggiornamento periodico definito ma si consiglia di ripeterla nel momento in cui ci sono variazioni nel contenuto rispetto all’ultimo incontro informativo.

Diversamente si parla per il percorso di formazione, inteso come processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale, conoscenze e procedure utili all’acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti e all’identificazione, riduzione e gestione dei rischi.

Nel rispetto dell’art. 37 del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i., il datore di lavoro è tenuto ad assicurare che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente, adeguata e facilmente comprensibile, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a;

  1. concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
  2. rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda;
  3. rischi specifici di cui ai titoli che compongono il D. Lgs. 81/2008 e sue m.i..
  4. La durata, la periodicità dell’aggiornamento, i contenuti minimi e le modalità della formazione sono definiti mediante Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011.

I corsi devono avvenire in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro, durante l’orario di lavoro e non possono comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

La formazione e, ove previsto, l’addestramento specifico, deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione o all’insorgenza di nuovi rischi e deve avvenire in occasione:

  1. della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;
  2. del trasferimento o cambiamento di mansioni;
  3. della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e miscele pericolose.

La formazione e/o l’addestramento non riguarda soltanto i lavoratori, ma anche i Dirigenti, i Preposti, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e gli Addetti alle Emergenze.

Infatti, i Dirigenti e i Preposti, in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, devono ricevere, a cura del datore di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico, nel rispetto dell’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011.

I contenuti della formazione devono comprendere:

  1. principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
  2. definizione e individuazione dei fattori di rischio;
  3. valutazione dei rischi;
  4. individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

Anche i lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico nel rispetto rispettivamente del D. M. 10 marzo 1998 e D. M. 388/2003.

Infine, anche il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi.

Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del RLS sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi:

  1. principi giuridici comunitari e nazionali;
  2. legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  3. principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
  4. definizione e individuazione dei fattori di rischio;
  5. valutazione dei rischi;
  6. individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione;
  7. aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori;
  8. nozioni di tecnica della comunicazione.

La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento.

La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere comunque inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.

Nel rispetto del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i., in concomitanza con l’erogazione dei corsi di informazione e formazione sopra esplicitati, in determinate situazioni e/o contesti, è obbligatorio l’addestramento, inteso come complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale (DPI), e le procedure di lavoro. Tali corsi richiedono una dichiarazione scritta di avvenuto addestramento e in casi specifici anche il rilascio di attestato, ad esempio l’addestramento per la guida del muletto, l’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), da parte di una persona esperta e sul luogo di lavoro.

Marzia Cozzi

Richiedi una consulenza

Fiscolexnews oltre ad offrire ai propri lettori informazioni e aggiornamenti sui principali argomenti in materia fiscale, legale e del mondo dell’impresa, implementa il proprio servizio offrendo la sezione “Richiedi una consulenza”. Sarai messo in contatto diretto con i nostri esperti nelle varie materie, che saranno pronti a fornire consulenze mirate e specifiche su quesiti ad hoc.