Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro – Le misure di sicurezza – 3° parte

I dispositivi di protezione individuale (DPI) come importanti misure protettive.

Negli articoli pubblicati nei giorni 2 e 16 ottobre 2020, abbiamo affrontato le tematiche relative alle misure di sicurezza specificandone le due tipologie: preventive e protettive. Gli argomenti trattati vertevano sulla informazione, formazione e addestramento dei lavoratori e sulla segnaletica di salute e sicurezza, ritenendole come principali misure di sicurezza preventive.

In questa 3° parte affronteremo il tema dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), intesi come importanti misure protettive, le cui prescrizioni sono stabilite dal Titolo III, capo II, del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i.. e dall’ALLEGATO VIII dello stesso Decreto.

Per “Dispositivo di Protezione Individuale”, di seguito denominato “DPI”, si intende (art. 74 del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i.): qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

Ai fini del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i., non costituiscono DPI:

a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore;

b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;

c) le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale di servizio per il mantenimento dell’ordine pubblico;

d) le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto;

e) i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative;

f) i materiali per l’autodifesa o per la dissuasione;

g) gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.

I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro; devono essere conformi alle norme di cui al regolamento (UE) n. 2016/425 (N)80 e devono inoltre:

a) essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore;

b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;

c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;

d) poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità.

In caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.

Ai fini della scelta dell’idoneo DPI, il datore di lavoro deve:

a) effettuare l’analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi;

b) individuare le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi di cui alla lettera a), tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI;

c) valutare, sulla base delle informazioni e delle norme d’uso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e raffrontarle con quelle individuate alla lettera b);

d) aggiornare la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione.

Altresì, anche sulla base delle norme d’uso fornite dal fabbricante, sempre il datore di lavoro deve individuare le condizioni in cui un DPI deve essere usato, specie per quanto riguarda la durata dell’uso, in funzione di:

a) entità del rischio;

b) frequenza dell’esposizione al rischio;

c) caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore;

d) prestazioni del DPI.

Infine, sempre lo stesso datore di lavoro, deve:

a) mantenere in efficienza i DPI e assicurarne le condizioni d’igiene, mediante manutenzione, riparazioni e sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante;

b) provvedere a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante;

c) fornire istruzioni comprensibili per i lavoratori;

d) destinare ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l’uso di uno stesso DPI da parte di più persone, prendere misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori;

e) informare preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge;

f) rendere disponibile nell’azienda ovvero unità produttiva, informazioni adeguate su ogni DPI;

g) stabilire le procedure aziendali da seguire, al termine dell’utilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI;

h) assicurare una formazione adeguata e organizzare, se necessario, uno specifico addestramento circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI, che comunque deve obbligatoriamente avvenire per:

  1. ogni DPI che, ai sensi del Lgs. 4 dicembre 1992, n. 475(N), appartenga alla terza categoria;
  2. per i dispositivi di protezione dell’udito.

In ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 20, i lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensi dell’articolo 77 commi 4, lettera h), e 5.

In ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 20, comma 2, lettera d), i lavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione conformemente all’informazione e alla formazione ricevute e all’addestramento eventualmente organizzato ed espletato.

I lavoratori:

a) provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione;

b) non vi apportano modifiche di propria iniziativa.

Al termine dell’utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione.

Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in conformità all’art. 28 del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i. (vedi articolo pubblicato il 25 settembre 2020), risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, ovvero sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, il datore di lavoro fa ricorso all’obbligo di adozione di idonei DPI per tutti i lavoratori interessati alle attività a rischio.

A tale proposito può fare assolutamente riferimento anche all’ALLEGATO VIII del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i., in quanto costituisce elemento di riferimento per l’applicazione di quanto sopra precisato e tenendo conto della natura, dell’attività e dei fattori specifici di rischio vengono in esso indicati:

a) i criteri per l’individuazione e l’uso dei DPI;

b) le circostanze e le situazioni in cui, ferme restando le priorità delle misure di protezione collettiva, si rende necessario l’impiego dei DPI.

Pertanto, ritenendo molto importante la consultazione dell’allegato, si è deciso di inserirlo come allegato di riferimento (ALLEGATO VIII del D. Lgs. 81/2008 e sue m.i.)

Marzia Cozzi

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