Social network e professionisti: la nuova sfida è generare gratitudine

Pubblicare post non è sufficiente, bisogna saperlo fare nel modo giusto.

Nell’ultimo anno sono molte le attività di promozione e divulgazione che si sono spostate online. Tra questi nuovi interpreti della comunicazione digitale al tempo della pandemia ci sono i liberi professionisti che utilizzano i nuovi media per raccontare la propria professionalità con l’obiettivo di raggiungere un pubblico sempre maggiore.

Certo, sappiamo che comunicare attraverso questi canali, per figure come avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro è tutt’altro che facile. Il professionista, oltre al codice deontologico, deve curare la propria affidabilità e serietà.

Aprire degli account social significa presidiare sia la qualità dei contenuti condivisi online, che la loro attrattività da un punto di vista grafico. Queste attenzioni sono necessarie per ottenere dei buoni risultati in termini di visualizzazioni, like e commenti.

Comunicare sui Social network è la nuova sfida che ogni professionista dovrà affrontare nei prossimi anni. Se fatto con qualità e strategia è possibile accrescere la propria reputazione riuscendo a cogliere le “necessità” dei potenziali clienti e di conseguenza fidelizzarli.

Secondo We Are Social, che ogni anno pubblica uno dei più importanti report sulle abitudini digitali dell’Italia, si registra un aumento del 6% dell’uso dei social network: oltre 2 milioni di nuovi utenti, rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 41 milioni. Gli italiani infatti passano quasi due ore al giorno sui social e il 98% lo fa da dispositivi mobili. Un altro dato sul quale riflettere riguarda il nostro coinvolgimento nelle relazioni da remoto: sono incrementate di 4 punti percentuali le persone che dichiarano di aver partecipato attivamente a dialoghi online, saltando dall’81% del 2020 all’85% registrato quest’anno.

È veramente possibile per un professionista lanciare le proprie competenze sui social? Si, e le ragioni sono sotto i nostri occhi quotidianamente: i social ci permettono di farci trovare dalle persone che sono alla ricerca di consigli che solo un professionista competente è in grado di offrire. Se saremo in grado di produrre contenuti che li aiutino nei loro problemi quotidiani, riusciremo a “generare gratitudine” nei nostri potenziali clienti.

I Social Network per un professionista oggi sono soprattutto Linkedin, Facebook e Instagram. Proprio quest’ultimo è il social del momento, con milioni di utenti che lo navigano dai loro smartphone tutti i giorni. Ma non è facile confrontarsi, come professionisti, con un social che predilige immagini e video. Anche se le soluzioni creative sono molte e ancora inesplorate. Un esempio di valore è quello fornito dalla pagina instagram @ilconsulente_del_lavoro che si occupa di fornire un servizio ad una vastità di utenti (non solo agli “addetti ai lavori”) con notizie sul mondo del lavoro con contenuti comprensibili e quindi non troppo tecnici, fruibili da chiunque e stimolanti sotto diversi aspetti; per citarne qualcuno:

  • visibilità e possibilità di “rendersi noto” per ciascun membro che collabora con @ilconsulente_del_lavoro;
  • possibilità di organizzare dirette su Instagram di non oltre quindici minuti rendendo le stesse news o argomenti di discussione semplici da comprendere e soprattutto da ascoltare; sappiamo che molti utenti smettono di seguire una diretta instagram se il contenuto è troppo tecnico o addirittura troppo scontato da ascoltare;
  • le stesse dirette Instagram non sono webinar e/o seminari; su questo è importante sottolineare come il social porti ad una condizione di interazione con gli utenti/followers, ampliando le possibilità di “chiacchierata” ed analizzando eventuali domande soprattutto per chi intende conoscere determinati meccanismi (in questo caso della consulenza e del diritto del lavoro), alle volte sconosciuti.

La potenza del social incardina un nuovo modello di professionismo, basato sulla comunicazione digitale, sempre più preponderante, sull’argomentare storytelling, sul proporre argomenti di discussione in base alle richieste degli utenti stessi; ci si sradica  da una figura, nello specifico quella del Consulente del lavoro, vista alle volte come un mero risolutore di adempimenti e ci si affaccia ad una figura improntata all’analisi aziendale ed alla capacità di esprimere pareri tecnici in una chiave nuova, utilizzando il social come strumento di interazione ed approfondimento e che, per alcune caratteristiche, potrebbe risultare molto più gestibile e semplice rispetto a piattaforme di videoconferenza che presuppongono la presenza in “aula”.

Alla luce di una nuova forma di lavoro introdotta, causa pandemia, cioè lo smart working, è nata l’esigenza di studiare e di analizzare ulteriori margini della propria figura diventando imprescindibile investire sulla “continuità” professionale anche sui social, studiando e fornendo nuovi servizi di consulenza e nuove forme comunicative, trasmettendo il proprio know-how ad una platea che non è solo quella clientelare.

Grazie a questo account quindi, la comunità dei consulenti del lavoro può far conoscere il proprio punto di vista, aumentando la “reputazione” della categoria oltre a creare relazioni virtuose con i propri follower. Un seguito composto da esperti e appassionati della materia tanto quanto imprenditori e lavoratori che hanno bisogno di capire meglio la giurisprudenza che disciplina la tematica del lavoro.

L’account per guadagnare autorevolezza su Instagram è solita condividere news giornaliere, guide e tutorial offrendo contenuti che abbiano una valenza informativa di qualità.

Questa nuova sfida per i professionisti dove ci porterà? Probabilmente ad un uso più consapevole e professionale dei social network, ancora oggi popolati da account che non sembrano aver compreso come “adattare” il linguaggio professionale ai contenitori digitali. Pubblicare post non è sufficiente, bisogna saperlo fare nel modo giusto. Per trovare le giuste modalità comunicative al professionista è richiesto uno sforzo in più rispetto al passato: formarsi su tematiche che sono al di fuori della sua sfera professionale, attraverso corsi di aggiornamento, e-learning sulla comunicazione digitale e letture di testi che diano consigli operativi su come raccontarsi sui social.

I nuovi strumenti digitali possono aumentare la portata dei propri contenuti per indirizzare gli utenti ad interessarsi alla loro attività consulenziale. Ricordandoci sempre che la nostra reputazione online parte dalla costruzione di una solida base di relazioni offline.

Il fine ultimo è sempre lo stesso: costruire reti di relazioni per aumentare la propria riconoscibilità e attrattiva nei confronti dell’utente finale. Le attività digitali per un professionista devono necessariamente far parte di una strategia comunicativa che abbiamo una visione più ampia. Come, per esempio, promuovere la lettura dei propri articoli del blog, aumentare i visitatori del proprio sito web piuttosto che invitare chi è interessato ad iscriversi alla sua newsletter. I social network sono una parte, importante, dell’ecosistema di comunicazione che il professionista deve costruire e far crescere per restare in auge nel medio e lungo periodo.

Daniele Gregori

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