Sospensione degli adempimenti fiscali previsti nel D.L. Rilancio

Sospensioni, rinvii e nuove disposizioni in materia di adempimenti fiscali, previsti nell’ultimo D.L Rilancio.

La pandemia da Covid-19 continua ad imperversare e, sebbene i dati epidemiologici mostrino un miglioramento costante su tutto il territorio nazionale, le conseguenze economiche delle misure adottate per il suo contenimento si protrarranno ancora a lungo.
In questo scenario si susseguono gli interventi legislativi atti a sostenere il tessuto produttivo del paese, anche per mezzo di proroghe dei termini per il pagamento di tasse e contributi.
Il Decreto Liquidità e il recente Decreto Rilancio prevedono la sospensione di tasse e contributi per i mesi di aprile e maggio, allargando le maglie del beneficio, rispetto al precedente Decreto Cura Italia.
In via generale, per i soli mesi di aprile e maggio 2020 è prevista la sospensione dei versamenti in autoliquidazione delle ritenute alla fonte di cui agli Artt. 23 (Ritenuta sui redditi di lavoro dipendente) e 24 (Ritenuta sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente) del D.P.R. 600/1973, delle trattenute relative all’addizionale regionale o comunale, dell’I.V.A, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.
Tale sospensione, tuttavia, non si applica a tutti i contribuenti, ma è necessario il rispetto di particolari requisiti, che variano a seconda dei ricavi o compensi ottenuti nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del decreto, ossia il 2019.
In ogni caso, come già avvenuto con il Decreto Cura Italia, per beneficiare della sospensione il contribuente deve esercitare un’attività d’impresa, arte o professione ed avere il domicilio fiscale, la sede legale ovvero operativa nel territorio dello Stato.
Ai sensi dei co. 1 e 2 Art. 18 Decreto Liquidità, una prima categoria di beneficiari è rappresentata dai contribuenti che nell’anno d’imposta 2019 hanno ottenuto ricavi o compensi inferiori ai 50 milioni di euro. In questo caso la sospensione può essere richiesta qualora il fatturato o i corrispettivi nei mesi di marzo e aprile 2020 siano stati inferiori di almeno il 33% rispetto a quelli conseguiti nei rispettivi mesi del 2019.
Per accedere alla medesima sospensione, ai sensi dei co. 3 e 4 Art. 18 Decreto Liquidità, la diminuzione deve essere di almeno il 50% per tutti i contribuenti con ricavi o compensi superiori ai 50 milioni di euro nell’anno d’imposta 2019.
Tutti i pagamenti sospesi dovranno essere effettuati, ai sensi del recente DL Rilancio, senza sanzioni né interessi, entro il 16 settembre 2020 ovvero mediante un massimo di 4 rate mensili dello stesso importo da corrispondere a partire dalla medesima data (16 settembre 2020). Non è previsto alcun rimborso per quanto eventualmente già pagato.
Per tutte le attività intraprese dopo il 31 marzo 2019 non è richiesto il rispetto di alcun requisito di ricavi o compensi, attesa l’impossibilità di una comparazione con l’anno d’imposta precedente. Pertanto, in tali ipotesi, è sufficiente la richiesta da parte del contribuente, come avviene altresì per gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa (Art. 18 co. 5 D.L. 23/2020).
Una particolare agevolazione è stata prevista per tutti i contribuenti con domicilio fiscale, sede legale ovvero operativa nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza. Ai sensi dell’Art. 18 co. 6, infatti, possono beneficiare della sospensione dei versamenti I.V.A., in scadenza tra l’8 e il 31 marzo 2020, alla sola condizione che i loro ricavi o compensi siano diminuiti di almeno il 33% anche qualora siano comunque superiori ai 50 milioni di euro. I versamenti sospesi dovranno, anche in questo caso, essere effettuati senza interessi e sanzioni, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020, o in un massimo di 4 rata mensili a partire dalla stessa data.
L’Art. 19 del DL Liquidità si occupa, invece, dei soggetti che hanno realizzato compensi o ricavi inferiori a 400.000 euro nell’anno di imposta 2019 e non hanno sostenuto spese, per prestazione di lavoro dipendente o assimilato, nel mese precedente, ipotesi in cui è previsto il non assoggettamento dei ricavi e compensi percepiti tra il 17 marzo ed il 31 maggio 2020 alle ritenute d’acconto sui redditi di lavoro autonomo e ritenute d’acconto sulle provvigioni inerenti rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari, di cui agli Artt. 25 (Ritenuta sui redditi di lavoro autonomo e su altri redditi) e 25bis del D.P.R. 600/1973, da parte del sostituto d’imposta. Tali versamenti, ai sensi del D.L. Rilancio dovranno essere effettuati entro il 16 settembre 2020, o in un massimo di 4 rata mensili a partire dalla stessa data.
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 9/E del 13 aprile 2020 ha altresì specificato come, dal tenore letterale delle norme, la diminuzione dei ricavi o dei compensi deve essere verificata separatamente per ciascun mese. Di conseguenza, per i versamenti del mese di aprile si dovranno confrontare i ricavi o compensi tra marzo 2019 e marzo 2020. Allo stesso modo, per i versamenti del mese di maggio il confronto sarà tra il mese di aprile 2019 ed aprile 2020.
Il D.L. Rilancio modifica altresì la particolare disciplina dettata dall’Art. 61 del D.L. Cura Italia (D.L. n. 18/2020 convertito con modificazioni in legge n. 27/2020) per tutti quei soggetti che svolgono attività fin da subito danneggiate dalle misure di contenimento pandemico. Ci si riferisce, ad esempio, alle imprese turistico-ricettive, alle agenzie di viaggio, ai gestori di teatri e cinema, alla ristorazione.
In tutte queste ipotesi, i versamenti relativi delle ritenute alla fonte, di cui agli Artt. 23 (Ritenute sui redditi di lavoro dipendente) e 24 (Ritenute sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente) D.P.R. 600/1973, dei contributi previdenziali, assistenziali, dei premi per l’assicurazione obbligatoria, i termini dei versamenti I.V.A. in scadenza nel mese di marzo 2020, potranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020, ovvero mediante un massimo di quattro rate mensili del medesimo importo a partire dalla stessa data.
Tali sospensioni sono prorogate, per le sole associazioni sportive e gli altri soggetti di cui all’Art. 61 co. 2 lett. b, sino al 30 giugno 2020.
Si estende l’ambito di applicazione della sospensione degli adempimenti tributari diversi dai versamenti, dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e dalle trattenute dell’addizionale regionale e comunale in scadenza tra l’8 marzo 2020 ed il 31 maggio 2020 di cui all’Art. 62 D.L. Cura Italia. Potranno beneficiarne, tra gli altri e a determinate condizioni, gli enti associativi dilettantistici, le associazioni Pro Loco, organizzazioni di volontariato, le associazioni religiose, movimenti e partiti politici, associazioni sindacali, le federazioni sportive.
Fino al 31 maggio 2020, inoltre, sono sospesi tutti gli adempimenti e accertamenti relativi alla verificazione periodica dei misuratori fiscali di cui al decreto ministeriale 22 marzo 1983.
Per tutti i contribuenti che hanno versamenti sospesi in scadenza nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, derivanti da cartelle di agenti della riscossione, accertamenti esecutivi delle Entrate, avvisi di addebito Inps, atti di accertamento delle Dogane e degli enti locali, potranno effettuare il relativo pagamento entro il 30 settembre senza sanzioni e interessi. Tale disposizione si applica anche alle somme rateali che scadono nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. Anche in questo caso non si acquisisce diritto al rimborso di pagamenti già effettuati.
È previsto il riconoscimento del credito di 80 euro ex Art. 13 co.1 bis TIUR e del trattamento integrativo di 100 euro di cui all’Art. 1 D.L. 3/2020 (convertito con modificazione in legge n, 21/2020) anche qualora il lavoratore risulti incapiente a causa del minor reddito da lavoro dipendente percepito a causa delle misure connesse al contenimento pandemico.
Da ultimo, l’entrata in vigore della c.d. Plastic Tax (Art. 1 co. 634 e ss. legge n. 160/2019) e dell’imposta sul consumo delle bevande edulcorate (Art. 1 co. 661 e ss. legge n. 160/2019) sono prorogate al 1 gennaio 2021.

Doriana Silvestri