Terzo Settore Decreto Rilancio e versamento Irap degli Enti Non Profit

L’abolizione del saldo IRAP 2019 e prima rata dell’acconto 2020, così come formulata nell’ultimo Decreto Rilancio, potrebbe non essere estesa anche agli Enti Non profit, inclusi gli Enti del Terzo Settore.

L’abolizione dell’Irap potrebbe non essere per tutti

L’art. 24 del D.L. n. 34/2020, c.d. decreto Rilancio, in merito all’abolizione del versamento del saldo Irap 2019 e della prima rata d’acconto Irap 2020 nulla dice riguardo ai Soggetti Non Profit, ivi inclusi gli Enti del Terzo Settore, relativamente allo svolgimento dell’attività istituzionale.

L’art. 24, comma 1, dispone che non è dovuto il versamento del saldo IRAP 2019 e della prima rata di acconto IRAP 2020.

Il comma 2 del medesimo art. 24 stabilisce, tuttavia, che l’agevolazione si applica soltanto ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente alla data del 19 maggio 2020 (anno 2019, per i soggetti solari) e che sono, in ogni caso, esclusi dal beneficio le imprese assicurative, le amministrazioni e gli enti pubblici, le banche, le holding industriali e gli altri intermediari finanziari.

In base al tenore letterale della norma, che fa riferimento ai parametri propri del reddito d’impresa e di lavoro autonomo (“ricavi” o “compensi”), l’agevolazione risulta sicuramente applicabile anche agli Enti non Commerciali, compresi gli Enti del Terzo Settore, in relazione all’attività commerciale da questi eventualmente svolta.

Le cose non sono così chiare, invece, per quegli Enti non Commerciali che svolgono l’attività istituzionale in via esclusiva e, relativamente all’attività istituzionale, per quegli enti che svolgono congiuntamente l’attività istituzionale e quella commerciale.

Infatti, ai sensi del D.Lgs. n. 446/1997 rientrano tra i soggetti passivi Irap tutti gli Enti non Commerciali, indipendentemente dal fatto che svolgano solo l’attività istituzionale, con conseguente determinazione della base imponibile Irap con il metodo retributivo (art.10, comma 1), ovvero svolgano l’attività istituzionale congiuntamente all’attività commerciale, con conseguente determinazione della base imponibile Irap con il metodo misto (art.10, comma 2).

Ancorché il disposto normativo richiami i limiti dimensionali utilizzando termini propri del reddito d’impresa e di lavoro autonomo (i citati “ricavi” o “compensi”), si propende per l’inclusione nel novero dei beneficiari dell’agevolazione di tutti gli Enti non Commerciali, relativamente all’attività istituzionale, sia qualora venisse svolta in via esclusiva, che in caso di svolgimento congiunto a quella commerciale.

Ad avviso della scrivente, infatti, tutti gli Enti non Profit, inclusi gli Enti del Terzo Settore, rientrano nell’ambito applicativo dell’art. 24, in quanto soggetti non espressamente esclusi dall’applicazione della disposizione in esame.

L’auspicio è quindi che in sede di conversione in legge si possa fugare ogni dubbio interpretativo ed evitare un’ingiustificata disparità di trattamento tra soggetti aventi la stessa natura per il solo fatto di esercitare o meno un’attività commerciale, sebbene in via residuale.

Maria Tarantino