Terzo Settore. Enti Non Profit e versamenti IRAP

L’agevolazione relativa all’esonero dal versamento del saldo IRAP 2019 e della prima rata di acconto IRAP 2020 si applica a tutti gli Enti non commerciali, sia qualora l’attività istituzionale sia svolta in via esclusiva che in caso di svolgimento congiunto con quella commerciale.

Come noto, l’art. 24 del D.L. n. 34/2020, c.d. Decreto Rilancio, in vigore dal 19 maggio 2020, ha stabilito che i soggetti che hanno conseguito ricavi o compensi di ammontare non superiore a 250 milioni di Euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto (l’anno 2019 per i soggetti che hanno il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare), non sono tenuti al versamento del saldo Irap 2019, mentre restano dovuti gli acconti relativi allo stesso periodo d’imposta; tali soggetti, inoltre, per il periodo d’imposta 2020 non sono tenuti al versamento della prima rata dell’acconto Irap.

Il secondo comma dell’art. 24 individua i soggetti espressamente esclusi dal beneficio, indipendentemente dal volume dei ricavi, vale a dire:

  • le imprese assicurative;
  • le amministrazioni e gli enti pubblici;
  • le banche, le holding industriali e gli altri intermediari finanziari.

Poiché la norma agevolativa fa riferimento ai parametri propri del reddito d’impresa e di lavoro autonomo (“ricavi” o “compensi”), l’agevolazione risulta sicuramente applicabile agli Enti non Commerciali, compresi gli Enti del Terzo Settore, in relazione all’attività commerciale da questi svolta.

Qualche dubbio era sorto però circa l’applicabilità del beneficio per quegli Enti non Commerciali che svolgono l’attività istituzionale in via esclusiva e, relativamente all’attività istituzionale, per quegli Enti che svolgono congiuntamente l’attività istituzionale e quella commerciale.

A tale proposito, con la R.M. n. 28/E del 29 maggio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, tra l’altro, la portata applicativa dell’agevolazione, precisando che le “disposizioni dell’art. 24 hanno applicazione generalizzata, con esclusione dei soli soggetti individuati”.

Sulla scorta di questo chiarimento dell’Agenzia delle Entrate e tenuto conto che tutti gli Enti non commerciali sono senza dubbio annoverati tra i soggetti passivi IRAP, si può affermare che l’agevolazione riguardante i versamenti IRAP sia applicabile a tutti gli Enti non commerciali, ivi inclusi gli Enti del Terzo Settore, in relazione a tutta l’attività da essi svolta, e quindi anche relativamente all’attività istituzionale.

Sotto un profilo pratico, i soggetti, il cui periodo d’imposta coincide con l’anno solare, in sede di liquidazione dell’IRAP dovuta per l’anno 2019, attualmente in scadenza al 30 giugno 2020, sono esonerati dal pagamento di quanto sarebbe dovuto a titolo di saldo 2019 ed a titolo di prima rata di acconto 2020.

Resta molto particolare la portata dell’agevolazione che, a parità di base imponibile 2019, opera in maniera diversificata tra i soggetti che legittimamente non hanno corrisposto acconti in corso d’anno (ad esempio i neocostituiti), e quelli obbligati ad effettuare i versamenti in acconto: in tali circostanze il beneficio dell’insussistenza dell’obbligo di versamento del saldo IRAP 2019 assume valori che possono essere molto diversi.

Anche con riferimento agli acconti 2020, l’agevolazione riguardante la prima rata può avere una portata variabile a seconda che vengano applicati o meno gli ISA. Infatti per i soggetti cui si applicano gli ISA le rate di acconto sono calcolate in misura paritaria, vale a dire 50% dell’imposta complessiva per la prima rata e 50% dell’imposta per la seconda rata, ai sensi dell’art. 58 del D.L. 124/2019, mentre per i soggetti cui non si applicano gli ISA la prima rata di acconto è pari al 40% dell’imposta complessiva mentre la seconda rata è pari al 60%; il beneficio è dunque maggiore per i soggetti ISA.

Da ultimo, si deve rilevare che l’ambito applicativo del beneficio è subordinato al rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final «Quadro temporaneo per le misure di aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19» e successive modifiche. In base a tale comunicazione l’importo complessivo dell’aiuto non deve superare l’ammontare di 800.000,00 Euro.

Maria Tarantino